sabato 17 aprile 2010

Jeff Beck


Era da un po’ che volevo mettere un “punto” sulla straordinaria carriera di Jeff Beck; è arrivato il momento!
Sperimentatore,esploratore sonoro, ricercatore,inventore; questi sono alcuni aggettivi che ben si adattano al nostro e che ancora oggi, alla tenera età di 66 anni, possono definirlo perfettamente.
Una sola curiosità tecnica serve a chiarire il personaggio:pensate che l’uso del “feedback” da parte sua risale almeno a tre-quattro anni prima che Jimi Hendix ne facesse uso (Jimi che ha sempre definito Beck come una delle sue principali influenze!).
Chitarrista dotato di una tecnica particolarissima in grado di mettere in imbarazzo qualsiasi dei suoi titolati colleghi, Jeff non ha però mai brillato a livello compositivo; la sua firma su brani è piuttosto rara e preferisce invece proporre brani famosi di altri.
Beck ha però in questo caso una qualità non comune, dateli cioè un brano, bello o brutto che sia e lui lo trasformerà in qualcosa di travolgente!
Non ha mai dato importanza a classifiche o a graduatorie meritocratiche, per lui è sempre contato molto il suo estro del momento, lo considero forse il chitarrista “più libero” in assoluto!
Provate un attimo a pensare alla sua altalenante (a livello di successo) carriera:
Fu chiamato a sostituire Eric Clapton negli Yardbirds,quando questi erano un ottimo gruppo blues e, con la sua tecnica innovativa, per l’epoca, li portò ad essere un gruppo dal successo planetario, salvo poi abbandonarli all’apice (poco dopo la loro apparizione nel film “Blow Up).
Nel primo disco a suo nome “Truth” in un brano (Beck’s Bolero) si trovò a registrare con,rispettivamente alla batteria Keith Moon, al basso John Paul Jones ed alla ritmica Jimmy Page; era un momento in cui sembrava che Moon stesse per abbandonare gli Who e forse sarebbe stato facile per Beck convincerlo,assieme agli altri due,a restare in pianta stabile in un supergruppo di questo tipo ma, complice il suo spigoloso carattere menefreghista, lasciò cadere la cosa.
Sappiamo tutti come finì la cosa: Page e Jones si misero alla ricerca di un cantante e di un batterista e…formarono i Led Zeppelin!
Sempre sul finire degli anni 60 incise, quasi per gioco, un paio di sigoli; il primo “Hi-Ho Silver Lightning”(sempre con Jones al basso) ed il secondo “Love Is Blue”(brano classico del’68 ) che ebbero un immediato successo da classifica. Beck,immediatamente, quando avrebbe potuto facilmente cavalcare l’onda del facile successo commerciale, li definisce brani stupidi e, nel caso del secondo, sdolcinati,abbandonando così quella strada.
Prima metà degli anni’70:Mick Taylor decide di abbandonare i Rolling Stones, questi misero al primo posto della lista il nome di Jeff Beck come sostituto.
Jeff partecipa ad un paio di sessions assieme alla Band (esiste un bel bootleg “Reggae’n Roll With Jeff Beck”) e poi…non si fa più vedere!
Sull’onda dei sempre più numerosi supergruppi, si unisce a Tim Bogert e Carmine Appice e forma il power-trio Beck,Bogert & Apice,pubblica due LP (di cui il secondo, doppio dal vivo registrato in Japan) dal cui primo viene tratto il singolo “Superstition”(ancora una cover,questa volta di Stenie Wonder),ed altro Top da classifica…ed altra fine prematura della band!
Riassumendo: avrebbe potuto diventare il leader dei Led Zeppelin, avrebbe potuto diventare l’alter ego di Keith Richard nei Rolling (cosa che ha fatto, con pieno successo, Ron Wood che, ricordiamolo, nella sua band qualche anno prima suonava il basso!), avrebbe potuto diventare un Artista di cassetta con brani da classifica; niente di tutto questo.

Il suo carattere spigoloso e solitario lo porta a preferire la sua mansione di terreno nel Sussex, dove è nato, ed il suo garage dove rimette a posto le sue auto (preferibilmente Corvette d’epoca) e, quando gli va, riprende la sua fida stratocaster, incide una manciata di brani strumentali e parte per un tour.
Impossibile catalogarlo (per questo mi fanno letteralmente ridere i commenti di chi ancora si chiede se suona blues o no, il suo blues attuale lo trovate in Blues”spaziali” quali “Brush With The Blues” o “JB’s Blues”, questo è..),vi rimando comunque a quello che scrissi giorni addietro su un forum in risposta ad un altro intervento e cioè: ”…Ti dico solo che l'ultima volta che suonò a Pistoia nel 2001 iniziò proprio con la canzone che tu citi "Where Were You", successivamente attaccò una "Earthquake" a volume impressionante che stese letteralmente tutti; terminato il brano si avvicinò lentamente al bordo del palco guardando il pubblico allibito negli occhi ed allargò le braccia, come dire...eccomi qua..sono JEFF BECK!
Vi giuro ragazzi,che avevo la pelle d'oca alta un dito!"
L'ultima volta che lo vidi (Pistoia Blues 2007) ci regalò una versione stupenda di "A Day In The Life" dei Beatles che lasciò sognare tutta la Piazza; vale la pena di vederlo dal vivo, credetemi, ve lo dice uno che lo visto ben quattro volte in azione.
A mio personalissimo giudizio: sicuramente uno dei migliori chitarristi viventi.

5 commenti:

  1. Ciao Bro. Non ho ancora capito quasi nulla del funzionamento di questo blog, ma ho voluto provare lo stesso ad iscrivermi (e, se ci sono riuscito, credo di essere stato uno dei primi); poi cercherò di capire meglio come funzione quest'altra nuova trappola.
    Ma ciò che voglio dirti è che l'idea di questa tua pagina, in forma di nuovo blog, è SPLENDIDA. Ti abbraccio, bro.

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  2. ...veramente avevo postato il commento sotto il post dei King; invece è apparso sotto Beck! boh! ma è lo stesso.
    Cio Bro.

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  3. Grazie Lillo...sapevo di poter contare sul tuo appoggio.

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  4. Quella A Day in the Life ce l'ho ancora nelle orecchie....Jeff rimane uno dei miei quattro-cinque chitarristi preferiti, forse, in assoluto, è quello che mi emoziona più di tutti(mi accingo, a Lucca, a vederlo anche io per la quarta volta, che per te sarà la quinta...mi batti sempre....). Complimenti per il blog Silva, interessantissimo e piacevole da leggere...

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