lunedì 11 gennaio 2016

David Bowie: addio Thin White Duke.

Svegliarsi al mattino e leggere una notizia così è davvero una brutta cosa.
David Bowie...cosa dire su di lui...

Ricordo che andavamo a ballare allo Space Electronic e ci scatenavamo con "Rebel, Rebel" ed aspettavamo i lenti per abbracciare la ragazzina di turno con "Starman"; poi negli anni bui della guerra non dichiarata, quella guerra che ha portato via tante vite, anche di ragazzi conosciuti, la sua "Heroes" fu la colonna sonora perfetta.
Durante i cosiddetti anni del disimpegno, riuscì a centrare il bersaglio con altri brani perfetti per fungere da colonna sonora di quel periodo, come "Let's Dance" o "China Girl" (facendoci, tra l'altro, conoscere uno dei più grandi chitarristi della storia, Stevie Ray Vaughan).


Lo vidi la prima volta dal vivo a Firenze, allo Stadio, nel giugno dell'87 durante il suo "Glass Spider Tour" accompagnato da Peter Frampton alla chitarra.
Per ben due volte ho avuto il privilegio di accompagnarlo sul palco per due suoi concerti: al Pistoia Blues 97 ed alla prima edizione del Neapolis Live Festival a Napoli, sempre nel 1997. Anche in quelle occasioni, che celebravano l'uscita del suo disco "Earthling", riuscì a stupirci per quanto riuscisse sempre ad essere così avanti sui tempi; rock ed elettronica in un mix eccitante la cui riproposizione dal vivo non faceva perdere un'oncia di energia a quello che avevamo ascoltato sul cd.
Praticamente una band di cyberpunk aveva dato sfoggio, su un palco spoglio, con due giganteschi palloni a forma di bulbi oculari, ad un groviglio di suoni incandescenti che mischiavano rock e hard rock a jungle e drum'n'bass.
Indimenticabile!

Ricordo perfettamente che la cosa che mi colpì di lui fu quell'aura di mito che lo avvolgeva; quella specie di sensazione che non molte volte ho provato, io che ne ho accompagnati davvero tanti, ed anche "pesanti", sui vari palchi. Era come se davvero fosse sceso da Marte, come diceva in una sua celebre canzone; tant'è vero che io, che soprattutto in quei tempi, non perdevo occasione di farmi fotografare assieme agli artisti con cui avevo la fortuna di lavorare, non mi azzardai a chiedergli nessuna foto, nemmeno a Napoli quando lui stesso ,dall'interno del suo camerino mi riconobbe (lo avevo accompagnato sul palco pochi giorni prima a Pistoia) e mi salutò con la mano sorridendomi.
Non la chiesi non perchè avessi avuto paura di un suo rifiuto, bensì perchè lui e Iman, sua moglie, mi apparvero come due principi, seduti all'interno di quel camerino completamente bianco; mi sarebbe sembrato come di entrare, io vestito come un guerriero (all'epoca si lavorava con canottiere e pantaloni mimetici), in un ambiente che era come una specie di sogno. Il mio fu solo e puro pudore e adesso maledico quella decisione...o forse no.


Successivamente lo vidi una quarta volta, al Summer festival di Lucca del 2002.
Cosa dire...che la sua perdita è davvero una grande perdita per chi, come noi, ama la Musica, la VERA Musica.
Adesso, come giustamente gli spetta, David entrerà nel MITO...avremmo preferito però aspettare ancora un po, era ancora troppo presto.

Rest In Peace Thin White Duke.




(Le foto postate si riferiscono ai concerti di David a Firenze, Stadio il 9 giugno 1987 ed al Pistoia Blues 1997, il 2 luglio di quell'anno
La foto con sua moglie Iman fu scattata da Lorenzo Gori in Piazza Duomo a Pistoia).






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