lunedì 8 agosto 2011

It was 30 years ago today: THE CLASH a Firenze,23 Maggio 1981


Ero già stato l'anno precedente a Bologna in Piazza Maggiore, quando le cantine inglesi si erano incontrate con quelle italiane ed i Clash avevano dato vita a quello che già ricordavo come un evento memorabile.

Ad un solo anno di distanza i quattro tornavano in Italia per tre date: Milano, Sanremo e, addirittura, Firenze, praticamente a casa mia.

Maggio, Primavera, primo concerto dell'anno all'aperto, Stadio Comunale, Curva Ferrovia.


Faceva caldo, l'esterno della curva era già un via vai di ragazzi di tutti i tipi: punks con creste altissime, ragazzi mods style con spillette dei Jam e degli Who, rockers con chiodi borchiati e brillantina, curiosi che conoscevano a malapena "London Calling" e "Magnificient Seven" e, però, anche tutta la Firenze del Rock era presente.

Molti erano anche i sacchi a pelo nei dintorni dello stadio (davvero un'altra epoca).

Lo stadio venne aperto solo nella parte della curva Ferrovia, con il palco rivolto verso la curva davanti alla vecchia pista d'atletica (che oggi non esiste più). Ci rendemmo immediatamente conto che fu un errore far ammassare tutti in quello spazio, tanto che molta gente vedrà il concerto da dietro il palco in linea d'aria lateralmente, visto che furono aperte le tribune laterali per permettere a tutti,quelli muniti di biglietto, di poter assistere al concerto.

Il lato posteriore del palco era dominato da un ondulato che fungerà anche da scenografia e dove verranno proiettate immagini.

Le note di Morricone che precedettero l'ingresso del Gruppo sul palco lasciarono attoniti tutti i presenti, finchè nel buio, illuminati dai flash delle macchine fotografiche si riuscì ad intravedere le sagome dei quattro che si piazzarono a gambe larghe sullo stage, come quattro pistoleros pronti al duello finale di Sfida all'O.K. Corral e fu subito un tripudio. Ho sempre pensato che Bands "belle a vedersi" come i Clash ne siano davvero esistite ben poche; quattro personalità ben distinte ma che si "incastravano" perfettamente.

Sulle note finali del brano di Morricone,sempre nel buio totale,Strummer urlò nel microfono,ad un volume che fece tremare lo stadio: "Helloooooo.....Heeeeee!!!!!" ed alla immediata risposta di TUTTI i presenti,le note taglienti di "London Calling" dettero il via a quella che sarà un'autentica "orgia Rock". Uno di quegli eventi da tramandare a futura memoria.



Dietro il gruppo, sull'ondulato, comparirono immagini in un tragico bianco-nero, immagini drammatiche, prive di ogni speranza; carri armati, rivolte, devastazioni, come drammatica era l'interpretazione che dava di se stesso Joe Strummer, un autentico fascio di nervi che "viveva" la sua Musica come nessun altro Artista da me visto in precedenza.

Subito "Safe European Home" e la gente sotto sembrava letteralmente esplodere. Mai visto in precedenza un così totale coinvolgimento. "White Man In Hammersmith Palais", il singolo "Train In Vain" , che l'anno successivo ascolterò come brano molto trasmesso dalle radio in California, "Lightning Strikes", "Junko Partner" e poi la cupissima "The Guns Of Brixton", cantata da Paul Simonon con Joe al basso; Reggae sincopato e duro come colpi di fucile.

Rispetto al concerto di Bologna dell'anno precedente,concerto che resterà comunque nel mio cuore, in questo mio secondo appuntamento con i Clash, trovai una compattezza maggiore nel suono del Gruppo, Gruppo che a quel punto, in quel preciso periodo storico, aveva gia assunto un ruolo di primaria importanza nel panorama Rock mondiale, rispetto al tour precedente dove ancora erano nel momento di passaggio dal Punk più selvaggio alle affascinanti e multiformi realtà del capolavoro "London Calling".

L'inedita "Radio Clash",che sulla mia cassettina registrata catalogai come "Inedit", visto che non conoscevo appunto il brano, e poi ancora "Complete Control", da "Sandinista" arrivarono in sequenza "Ivan Metts G.I.Joe",The Call Up", "The Leader", la bellissima "Charlie Don't Surf" dove apparirono immagini del Vietnam e viene da pensare che MAI è stato rappresentato il Vietnam in maniera così drammatica e che la cosa incredibile è che questa rappresentazione viene da una Band inglese. Fu uno dei momenti più intensi del concerto. "The Magnificient Seven",durissima rispetto al disco e poi via via,con ampio uso di echi e riverbero (Cosmo Vinyl al mixer),fino al finale Punk con "London's Burning","I Faught The Law" e "White Riot".



Alla fine del concerto ci guardammo tutti,stremati come dopo un incontro di pugilato. Era stato tutto vero? Le orecchie fischiarono fino a casa; il letto mi aspettava ma le immagini che ripassavano nella mente mi impedivano di prender sonno. Al mattino, mentre la Mamma mi chiamava perchè la colazione era già in tavola, la prima cosa che feci fu quella di metter "Sandinista" sul piatto.
Lo "Scontro" aveva colpito ancora ed in maniera definitiva.

Stasera alle 21,30, a trent'anni esatti dal concerto, sarò sotto la curva Ferrovia allo Stadio (adesso) Artemio Franchi di Firenze. Giunge voce che alcuni dei "reduci" di quel meraviglioso concerto saranno li da svariate parti d'Italia. Se ci sarà ancora un po' di magia nell'aria,a trent'anni esatti di distanza,non me la lascerò certo scappare.




Scrissi questo articolo lunedì 23 maggio 2011 alle ore 12.08. Le foto dei Clash a Firenze furono scattate dall'Amico (mai dimenticato) Ernesto De Pascale.
La foto finale si riferisce alla sera del 23 Maggio 2011,quando un gruppo di "reduci" di quel favoloso concerto si riunì davanti a quello stesso Stadio per celebrare un evento importante, di trenta anni prima, nella vita di tutti noi presenti nella foto.
...Ebbene si,confermo...la Magia era ancora nell'aria. L'appuntamento è per il 2021 quando saranno 40 anni da quel giorno.


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