martedì 19 maggio 2015

Il BLUES non morirà mai, oggi però se n'è andata una bella fetta. Addio B.B. King.

Il 14 Maggio 2015 verrà ricordato come il giorno che ci ha lasciato il Re del Blues.
B.B. King è infatti morto a Las Vegas all'età 89 anni.
Negli anni, a partire dal lontano 1980, quando lo vidi per la mia prima volta, concludere la prima edizione del Pistoia Blues Festival, alle 4 del mattino, dopo che prima di lui aveva suonato Muddy Waters, ho avuto occasione di lavorare al suo fianco molte altre volte, sempre al festival toscano.


Chitarrista unico, elegante, raffinato, in possesso di un inconfondibile vibrato fatto con la sua mano sinistra è stato indubbiamente un vero e proprio caposcuola, importantissimo all'epoca nell'influenzare i numerosi chitarristi inglesi degli anni sessanta che dettero vita alla cosidetta rinascita del Blues, partita proprio dall'Inghilterra.
Uomo dotato di un'umanità, di una educazione e di una gentilezza difficilmente riscontrabili in altri artisti del suo calibro. Di questo ne sono personalmente testimone, tanto che alla notizia della sua morte, purtroppo nell'aria già da alcuni giorni precedenti, non ho difficoltà ad ammettere che mi sono scese spontaneamente le lacrime.

Tralasciando la storia di questo immenso artista, per raccontare una storia del genere non basterebbe un volume intero, racconterò un paio di semplici episodi che mi sono accaduti durante le occasioni che ho avuto di accompagnarlo sul palco e che adesso terrò strette al cuore come ricordi tra i più preziosi di tutta la mia carriera.

Era l'edizione del 1990 e B.B., pur non essendo al meglio della suo forma fisica (era stato ricoverato in ospedale pochi giorni prima a causa dell'aggravarsi della malattia che già da molto lo affliggeva, il diabete), aveva comunque tenuto sul palco di Pistoia un'altra esibizione magistrale, all'epoca la sua quarta al Pistoia Blues (ne conteremo nove alla fine).
Lo stavo accompagnando dal palco verso i camerini.
Chi ha avuto occasione di vederlo dal vivo, sa benissimo che lui, al termine del suo set, era uso regalare al suo pubblico alcuni plettri recanti la sua firma e varie spillette con la forma di "Lucille", la sua fida Gibson, cosa che puntualmente fece anche in quella occasione.
Mentre ci dirigevamo appunto verso i camerini, lui tutto soddisfatto per la sua esibizione, per ringraziarmi del servizio che gli offrivo nell'accompagnarlo illuminandogli gli scalini con la mia torcia elettrica, si fermò, mi sorrise con quel suo sorriso bonario, si frugò in tasca, ne estrasse una spilla e me la mise in mano ed io, di rimando, gli risposi con un sorriso sincero.
Durante il tragitto, una ragazza che si trovava all'interno del backstage, forse un'addetta al catering, gli si avvicinò e gentilmente, dopo averlo salutato, gli domandò anch'essa una della sue famose spille.
B.B. si frugò nuovamente nelle tasche, tutte, però il suo sorriso si adombrò quando si accorse di non averne più nemmeno una.
A quel punto mi sentii come in dovere di offrire la spilla che l'artista mi aveva regalato pochi attimi prima alla ragazza che l'accettò contentissima.
B.B. apprezzò moltissimo questo mio gesto e mi battè la mano sula spall, esclamando "You're a gentleman...a real gentleman!". Io, ovviamente, mascherai benissimo il mio ovvio dispiacere di essermi privato di un così bel ricordo ma tant'è, avevo fatto in fondo la cosa giusta.

Una consuetudine che B.B. King aveva in quel periodo, era quella di rilassarsi e rifocillarsi per un'oretta e mezza nei camerini, prima di risalire in macchina e ripartire per il suo albergo, cosa che puntualmente fece anche in quella occasione.
Quando venne il momento, lo accompagnai alla macchina, salutai lui ed il suo autista e mi avviai verso la breve salita che porta al backstage, quando all'improvviso mi sentii chiamare; mi voltai e vidi l'auto appena partita, ferma in fondo alla discesa; corsi immediatamente verso la macchina, pensando a cosa mai poteva essere accaduto.
Arrivato li vidi B.B. King che con un sorriso smagliante stampato sul volto, mi porse una spilletta raffigurante "Lucille" che, evidentemente, aveva ritrovato in macchina!
A circa due ore di distanza si era ricordato di me e del mio gesto nei confronti della ragazza.
Ancora oggi, tutte le volte che ci penso, mi sembra un gesto ed un pensiero davvero incredibile.

Quest'altro piccolo aneddoto invece riguarda l'ultima sua esibizione tenuta dal Maestro a Pistoia, durante l'edizione del 2012.
In quell'edizione B.B., non in perfette condizioni di salute ed oramai piuttosto avanti con gli anni, suona tutto il concerto da seduto, intrattenendo però il pubblico come solo lui sa fare.
Durante il suo set, mentre stava eseguendo "You Are My Sunshine", accadde una cosa bellissima: si fermò e chiese al pubblico una specie di gesto d'amore, un bacio che ogni uomo avrebbe dovuto dare alla propria donna.
Li per li quasi nessuno capì quello che l'artista stava chiedendo, tanto che B.B. prese la sua Lucille e la baciò, guardando interrogativamente il pubblico delle prime file ed esclamando di non vedere nessuno baciarsi.
A quel punto, io che mi trovavo davanti al palco a coordinare la sicurezza, richiamai la sua attenzione con un gesto e, visto che Francesca, la mia ragazza, si trovava dalla parte opposta del palco, andai verso di lei e le stampai un bel bacio sulla bocca, sotto gli occhi, che brillavano di entusiasmo, di B.B. King, il quale mi indicò al pubblico con una bella risata esclamando "Give me a yeah for him!!!".
Successivamente, nel tratto che dal palco va alla scala, mi dette la mano ringraziandomi e dicendomi che era stato molto bello il mio gesto d'amore!

Nel mondo c'è sempre un gran bisogno d'amore e B.B. King, oltre che uno dei più grandi ed influenti chitarristi della storia, è stato anche un grande messaggero d'amore.
un uomo buono, un uomo dagli occhi buoni.
Mi mancherà tantissimo.



Si dice sempre che il Blues non morirà mai. Adesso se n'è però andata una bella fetta.

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Donatella, era un uomo che se lo merita tutto. Un uomo dagli occhi buoni ed il cuore grande.

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  2. Buono l'episodio della spilla, ammirevole e da imitare.

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