giovedì 2 aprile 2020

Ray Manzarek and Robby Krieger of The Doors, 9 Luglio 2011- La sera in cui lo spirito di Jim Morrison scese su Piazza Duomo a Pistoia


Dopo ben 9 anni mi decido a fare il racconto di un concerto particolare; un concerto che, per una sera, riportò indietro di almeno 40-44 anni il pubblico presente. Lo riportò alle atmosfere tesissime ma eccitanti che avevano vissuto quei fortunati che parteciparono a concerti come quello svoltosi al "Dinner Kay" di Miami nel marzo del 1969 dei Doors, dove le famose good vibrations si mischiaro ad attimi di vera e palpabile tensione.
Stavolta gli anni e la location erano molto diversi ma gli attori protagonisti erano per la metà gli stessi di allora.
Era il Pistoia Blues 2011 e sul palco stavano per presentarsi Ray Manzarek and Robby Krieger of The Doors.
L'edizione 2011 del celebre Festival toscano vedeva, nella serata centrale, dopo le esibizioni in programma di James Burton, ex chitarrista di King Elvis Presley e quella di Robben Ford, in cartellone due reduci della formazione dei The Doors di Jim Morrison.
Già nel 1998 c'era stata una specie di reunion, più nelle intenzioni che nei fatti, dato che all'ultimo momento Ray Manzarek aveva dato forfait e si erano esibiti Robby Krieger e John Densmore, rispettivamente chitarrista e batterista originali della formazione californiana, accompagnati da ottimi turnisti, tra i quali spiccava al basso Barry Oaklay jr., figlio del grande e sfortunato Berry Oakley, bassista della formazione originale degli Allman Brothers Band.
Il tutto però si era risolto in una specie di grande karaoke, dove un po' alla volta, si alternavano tutti al canto, scontentando quasi tutto il pubblico presente, che non mancò di mostrare il proprio disappunto, infatti qualche fischio si mischiò agli applausi per l'improvvisata band.
Stavolta mancava John Densmore, i cui rapporti con gli altri due non erano dei migliori, ma la presenza di Ray Manzarek pedina fondamentale, assieme a Jim Morrison, dei Doors, dava una certa garanzia in più.
In occasione di questo concerto erano stati previsti diversi ordini di posti, una platea con sedie numerate, le consuete due tribune e posti in piedi, ovviamente con prezzi diversi.

Da responsabile della security del Festival mi recai in Piazza ovviamente con largo anticipo, per coordinare tutte le operazioni del caso e non potetti fare a meno di notare, dai vari bivacchi fuori dal perimetro della Piazza, che quello che si apprestava ad entrare non era certo un pubblico tra i più facili.
Numerose le bottiglie di vino e le lattine di birra che circolavano tra i ragazzi che attendevano l'apertura dei cancelli, ragazzi che già, dalle prime ore del pomeriggio, non sembravano essere poi così pochi, anzi.
Da tenere conto che la data di Pistoia era la data più a sud del brevissimo tour e che, oltre a tutto il pubblico del centro Italia, avrebbe accolto anche i numerosi fans della band provenienti dal sud appunto.

Già durante i set che precedevano l'attesa esibizione le mie perplessità ed i miei dubbi riguardo a quello che sarebbe stato l'andamento della serata erano decisamente aumentati, ovviamente il mio pensiero era principalmente rivolto al momento in cui gli ex-Doors sarebbero saliti sul palco.
Che l'andazzo non sarebbe stata una semplice passeggiata era ai miei occhi piuttosto chiaro, dato che già durante le esibizioni degli artisti in apertura appunto, io stesso ed i ragazzi della security, ci eravamo dati da fare per arginare gli ubriachi che a tutti i costi cercavano di sistemarsi sulle sedie numerate ed ogni volta dovevamo prenderli e portarli al di la dell'area delimitata

Con il calare della sera le cose peggiorarono ulteriormente e, già durante il set di Robben Ford, era già molto più difficoltoso far sloggiare i ragazzi dall'area riservata.
Finito il set di Ford e durante il lungo cambio di palco era praticamente diventato impossibile farli abbandonare le posizioni che faticosamente avevano guadagnato, visto che la gente non ne voleva assolutamente sapere di stare lontana dal palco e la distanza tra la prima fila di poltroncine e le transenne anti-panico che fronteggiavano il palco era praticamente pieno di gente, come del resto lo spazio tra un blocco di poltroncine e l'altro.
Sudammo le fatidiche sette camicie per cercare almeno di far sedere a terra le persone, per fare almeno in modo che quelli seduti riuscissero a vedere qualcosa e, debbo dire ad onor del vero, c'eravamo quasi riusciti, anche se poi non sarebbe servito a nulla perchè immaginavo che sarebbero schizzate tutte in piedi con l'inizio del concerto. Però ce l'avevamo fatta quando e qui nell'assoluta difficoltà della cosa, mi torna in mente un particolare che non manca ogni volta di farmi sorridere; l'allora presentatore della serata Elio Capecchi, cantante di una local band pistoiese, ebbe la bella pensata, trascinato anche lui dall'entusiasmo di aver tra poco suol palco gli ex- Doors, di iniziare ad incitare tutto il pubblico presente ad alzarsi in piedi per tributare la giusta accoglienza alle due leggende viventi!
Rammento, come in una scena al rallentatore ed ogni volta che ci vediamo con Elio non manchiamo di ricordarlo facendoci una bella risata, me che mi voltai e, incrociando il suo sguardo terrorizzato, gli feci il segno del dito pollice che attraversava tutto il collo all'altezza della gola!

Comunque sia, riuscimmo piano piano a farli rimettere tutti accucciati.
Fu fatto buio sul palco e l'apertura del set fu davvero impressionante; sulla "Carmina Burana" sparata a tutto volume dall'impianto, venne proiettato sullo sfondo una inquietante immagine di un Gesù Cristo penetrato nella bocca da un crocifisso, immagine rivelatasi poi un'incredibile opera dell'artista messicano Octavio Ocampo, specialista in illusioni ottiche, artista che consiglio a tutti di andar  scoprire. Dopo un'introduzione che ricalcava la celebre presentazione che si può ascoltare sul disco "An American Prayer", vale a dire "Ladieeees and Gentlemen, from Los Angeles California, Ray Manzarek and Robby Krieger from The DOOOOORS...!!!", partì un'incredibile e durissima "Roadhouse Blues".

Come previsto le persone accucciate schizzarono tutte immediatamente in piedi, come del resto quelle sedute e tutti quanti iniziarono a premere sulle transenne anti-panico di fronte al palco.
La transennatura, mista al nastro bianco e rosso, che avrebbe dovuto delimitare l'area dei posti numerati a sedere, resse per circa due accordi della canzone ed un grande numero di persone la scavalcò, cercando anch'esso di arrivare alle transenne.
Inizialmente a cercare di tenere a bada la folla eravamo soltanto i quattro della sicurezza previsti dal management degli artisti, che ovviamente non aveva previsto, anche a seguito di quanto visto nelle date precedenti del tour, un entusiasmo ed una folla di tale portata.
Chiamai immediatamente a raccolta tutte le forze che potevano rendersi disponibili per poter arginare quella ondata che, già con il primo brano, rischiava di diventare pericolosa per le prime file.
Con la pressione della folla, persino le transenne anti-panico si inclinarono pericolosamente ma fortunatamente si appoggiarono a dei subwoofer presenti di fronte allo stage.
Nonostante ciò, quello che vedevo dalle facce dei ragazzi pressati alle transenne pericolosamente inclinate, era solo gioia e trasporto, incuranti di qualsiasi pericolo, il rock aveva questo incredibile potere su di loro ed era una cosa drammatica e bellissima allo stesso tempo!


Il concerto intanto proseguiva e quello che arrivava alle mie orecchie, solo a quelle perchè per il resto ero completamente preso dal cercare di risolvere quella situazione delicata, era un set pazzesco che, complice anche l'atmosfera che stavamo vivendo, mi riportava indubbiamente agli infuocati (e pericolosi) set della band della fine degli anni '60, quando Mr. Mojo Rising era ancora vivo e si esibiva assieme a loro.

In quella occasione ovviamente il bravissimo Dave Brock, dalla voce e dall'aspetto molto simili a quelli del mito Jimbo, cercava di far rivivere al meglio quelle atmosfere, anche se ovviamente la magia particolare di quei tempi e, soprattutto di quell'artista, non c'era più ma la band girava davvero a mille e l'atmosfera era quanto di più fosse possibile vicina a quella di quei tempi magici.
Dopo il primo brano, si succedettero "Break On Through" e "Strange Days" ma la situazione nelle prime file non accennava a migliorare e, durante una infuocata e dilatata "When The Music's Over", a cui assistetti dal palco assieme al loro tour manager Jo Lopez, che tra l'altro era anche il fotografo ufficiale di Bruce Springtseen, cercando da quella posizione di dare indicazioni ai ragazzi sotto il palco, venne deciso di interrompere momentaneamente il concerto, con tanto di organizzazione che, dal microfono, annunciò che se la pressione alle prime file non si fosse attenuata, il concerto sarebbe stato definitivamente sospeso!
Si misero su fronte palco, davanti ai musicisti persino le due anziane guardie del corpo della band, una delle quali era addirittura Rick Manczarek (vero cognome del tastierista), fratello di Ray e già bodyguard al servizio della band fin dai tempi d'oro.

Urla, proteste, minacce ed il concerto ripartì.
Un impauritissimo e preoccupato Ray Manzarek cercava intanto di placare l'eccitatissimo pubblico, dicendo al microfono "Nice , that's nice, you're nice...I like it, va bene...".

Fu un set pazzesco, con ben 5 brani tolti dall'iniziale scaletta.
Una situazione surreale ma, con il senno di poi, bellissima, meravigliosa; la vera essenza del rock'n roll.
Per una tiratissima "L.A. Woman" fu chiamato
sul palco persino James Burton a dar manforte.
Una spettacolare ed ovviamente immancabile "Light My Fire" concluse il set e dopo un inchino i cinque scesero le scalette ed andarono di corsa nei camerini, mentre la platea chiedeva a gran voce "Riders On The Storm", che però non fu mai eseguita.
Posso personalmente testimoniare di aver scambiato alcune parole con Ray Manzarek, mentre dal suo camerino lo accompagnavo all'auto che lo avrebbe riportato in albergo, il quale mi confermò di aver rivissuto sensazioni che non aveva provato da moltissimi anni e che, in tutta sincerità, lo avevano un po' impaurito, anche e forse perchè non aveva più i vent'anni di allora.
Alcuni giorni dopo Robby Krieger, dalla pagina Facebook della band, avrebbe addirittura paragonato il concerto del "Pistoia Blues Festival" ad uno show dei Doors che si svolse a Cleveland nel 1967: "...i haven't seen anything like this since The Doors show in Cleveland in 1967".
Credo davvero che per quella serata lo spirito di Jimbo sia sceso nella meravigliosa e magica Piazza del Duomo di Pistoia, teatro di migliaia di esibizioni entrate poi nella storia ed abbia aiutato i musicisti, il pubblico e noi addetti ai lavori a vivere una serata particolare che, nel quarantennale della sua morte, riportò in vita, per una sera soltanto, l'essenza di quello che era lo spirito del rock'n roll.
Non erano ovviamente The Doors, erano però quanto di più poteva avvicinarsi a loro a 40 anni di distanza.








lunedì 23 marzo 2020

QUARANTINE TRACKS



Sono tempi duri questi; tempi duri e tristi.
L'emergenza della pandemia mondiale relativa al nuovo virus denominato Covid-19 ci ha costretti a modificare radicalmente il nostro stile di vita e, da un paio di settimane oramai, siamo completamente chiusi all'interno delle nostre abitazioni e possiamo uscire solo per le attività strettamente necessarie, come mangiare, acquisto dei medicinali e provvedere alle varie faccende da sbrigare negli uffici preposti.
Per carità, niente di paragonabile, come purtroppo ho letto da qualche parte, ad una guerra mondiale; li ricordo bene i racconti dei miei Nonni e dei miei Genitori, in quel caso cadevano le bombe e non c'era da mangiare, mentre qui fortunatamente la nostra è una reclusione si ma comprensiva di tutti i confort di cui disponiamo.
Chi è, come me e come ovviamente tutti voi che mi leggete, appassionato di musica, può dare sfogo in questi giorni a continui ascolti, riscoprendo gemme che aveva dimenticato e scoprendone di nuove.

In questi giorni ho avuto un'idea che, in breve, ho messo in pratica.
Come sapete ho la fortuna di lavorare praticamente da sempre, pur in un ruolo marginale, nel mondo della musica e di conoscere un sacco di musicisti, promoters, organizzatori ed addetti ai lavori; bene, ho dunque chiesto ad alcuni di loro una piccola lista di 10-15 canzoni che sono state importanti per loro, non le più belle ma quelle significative, quelle che gli hanno lasciato dentro qualcosa, che sono state importanti per la loro crescita musicale o che semplicemente risvegliano un ricordo particolare in loro, così da far emergere le loro personalità, i loro gusti ed i loro stati d'animo ed il loro background.
Ho poi fatto una playlist su Spotify.
Ascoltatela, scoprirete alcuni brani che magari non conoscevate o che semplicemente avevate dimenticato.
Mi scuso se alcuni brani indicati, pochi in verità, non sono presenti ma solo e semplicemente perchè questi brani non sono su Spotify.
Queste sono le loro scelte, compresa la mia:

ALDO PEDRON (Giornalista "Mucchio Selvaggio", "Buscadero", "Late For The Sky")

- White Bird- It's A Beautiful Day
- For What's It's Worth- Buffalo Springfield
- It's A Beautiful Day Today- Moby Grape
- My Girl- The Temptations
- Happy Trails- Quicksilver Messenger Service
- El Salvador- Garland Jeffreys
- New York Skyline- Garland Jeffreys
- La Bamba- Los Lobos
- Tattler- Ry Cooder
- Hey Joe- Willy DeVille

GRAZIANO ULIANI (Promoter: "Porretta Soul Festival")

- You're Taking Up Another Man's Place- Marble John
- Let It Happen- James Carr
- I Got The Feeling- Eddie Hinton
- Deroit City- Solomon Burke
- Jealous Kind- James Govan
- Don't Fight It- Wilson Pickett
- Shoora! Shoora!- Betty Wright
- It's Raining- Allein Toussaint
- Champagne And Wine- Otis Redding
- The Sweet Sound Of Rhythm'n Blues- Big Twist And The Mellow Fellow

GIANCARLO TROMBETTI (Giornalista: "Mucchio Selvaggio", "Outsider")

- Penny Lane- The Beatles
- Paint It Black- Rolling Stones
- All Along The Watchtower- Jimi Hendrix
- Some Velvet Morning- Vanilla Fudge
- Wild Thing- The Troggs
- House Of The Rising Sun- Bob Dylan
- Whole Lotta Love- Led Zeppelin
- Virginia Plain- Roxy Music
- Walking In The Park- Colosseum
- Camarillo Brillo- Frank Zappa
- Shadow Play- Rory Gallagher
- Morning Dew- Grateful Dead
- Statesboro Blues- Allman Brothers Band
- White Rabbit- Jefferson Airplane
- Who Do You Love- Quicksilver Messenger Service
- Intro/Sweet Jane- Lou Reed
- Smoke On The Water- Deep Purple
- Black Sabbath- Black Sabbath
Locomotive Breath- Jethro Tull

MAX ARRIGO (Musicista: Nandha Blues)

- Gerry & The Pipkins- Kim & The Cadillacs
- Fiesta De San Benito- Inti Illimani
- Non Farti Cadere Le Braccia- Edoardo Bennato
- Canzone Per Un'Amica- Francesco Guccini
- I'll Be Alright- Jorma Kaukonen
- Rhyms And Reason- John Denver
- Born In The USA- Bruce Springsteen
- Running On Empty- Jackson Brown
- Sweet Home Alabama- Lynyrd Skynyrd
- Midnight Rider- Allman Brothers Band

BLUE BOTTAZZI (Giornalista: "Mucchio Selvaggio", "Outsider")

- Here's Comes The Sun- The Beatles
- I Wish You Would- David Bowie
- Rebel Rebel- David Bowie
- Caravan- Van Morrison
- No Woman No Cry- Bob Marley
- Point Blank- Bruce Springsteen
- Ain't It Strange- Patti Smith
- Anarchy In The U.K.- Sex Pistols
- Roxanne- The Police
- In The Flash- Blondie
- One Step Beyond- Madness
- One Headlight- The Wallflowers
- The Dreaming Tree- Dave Mattews Band

PAOLO VITES (Giornalista: "Mucchio Selvaggio", "Jam", "Il Sussidiario")

- Hurricane- Bob Dylan
- Teach Your Children- CSN&Y
- How Can I Tell- Cat Stevens
- Bell Bottom Blues- Derek & The Dominoes
- Because The Night- Patti Smith
- Thunder Road- Bruce Springsteen
- The Boys With The Thorn In His Side- The Smiths
- Red River Shore- Bob Dylan
- Incontro- Francesco Guccini
- Lather- Jefferson Airplane
- Moonchild River Song- Eric Andersen
- Mona Lisa And Mad Hatters- Elton John
- Mr. Tambourine Man- Byrds
- Anthem- Leonard Cohen
- Casey's Last Ride- Kris Kristofferson

MAX STEFANI (Giornalista: "Suono", "Mucchio Selvaggio", "Outsider")

- Wild Thing- The Troggs
- Don't Bring Me Down- The Animals
- Don't Come Around Here No More- Tom Petty
- Glory Days- Bruce Springsteen
- Altrough The Sun Shining- Fleetwood Mac
- La Grange- ZZ Top
- Heart Full Of Stone. Yardbirds
- You're A Better Man Than I- Yardbirds
- Sunny Afternoon- The Kinks
- Love And Emotion- Willy DeVille
- Out Of reach- John Mayall
- Bad To The Bone- George Thorogood
- Glad- Traffic
- Poncho & Lefty- Townes Van Zant
- Mr. Bojangles- Jerry Jeff Walker
- Spanish Bombs- The Clash

CLAUDIO TROTTA (Promoter: "Barley Arts")

- Cypress Avenue- Van Morrison
- The Way Young Lovers Do- Van Morrison
- Funny How The Times Slips Away- Willy Nelson
- Mr. Bojangles- Jerry Jeff Walker
- With Love- Elbow
- One Day Like This- Elbow
- Some Humans Ain't Human- John Prine
- Round About Midnight- Miles Davis
- New York State Of Mind- mark Almond
- Reno- Bruce Springsteen
- Days Is Done- Nick Drake
- We Had It All- Ronnie Drew
- Solid Air- John Martyn
- I Wonder- Sixto Rodriguez

GIOVANNI DE LIGUORI ("Il Popolo Del Blues")

- Midnight Rider- The Allman Brothers Band
- Eleanor Rigby- The Beatles
-  You Can Always Get What You Want- Rolling Stones
- Riders On The Storm- The Doors
- Long Distance Call- Muddy Waters
- The Beast In Me- Nick Lowe
- Let's Go Out Tonight- The Blue Nile
- A Change Is Gonna Come- Sam Cooke
- Like A Rolling Stone- Bob Dylan
- The Weight- The Band
- Come And Go Blues- The Allman Brothers band
- Someday We All Be Free- Donny Hathaway
- The Doc Of The Bay- Otis Redding
- Purple Haze- jimi Hendrix
- 13- Big Star

MIKE CULLISON (Country Rocker from Nashville, Tennessee)

- In My Life- The Beatles
- When I Write The Book- Rockpile
- I Heard It Through The Grapevine- CCR
- Surfer Girl-Beach Boys
- Come Monday- Jimmy Buffett
- Warewolves Of London- Warren Zevon
- Copperhead Road- Steve Earle
- She Wores Red Dresses- Dwight Yoakam
- Dublin Blues- Guy Clark
- Mind Your Own Business- Hank Williams Sr.

ANTHONY BASSO (Musicista: W.I.N.D.)

- Here My Train A Comin' (Acoustic)- jimi hendrix
- Night Moves- Bob Seger
- Almost Cut My Air- CSN&Y
- Soulshine-Allman Brothers Band
- Good Ol' Boy- Steve Earle
- Tuesday's Gone. Lynyrd Skynyrd
- Born On The Bayou- CCR
- The Shape I'm In- The Band
- Water- The Who
- Millionaire- Chris Stapleton

FABIO DRUSIN (Musicista. W.I.N.D., Alvin Youngblood Harts Muscle Theory)

- Whiter Shade Of Pale- Procol Harum
- Hotel California- Eagles
- Life Before Insanity- Gov't Mule
- I've Been loving You Too Long- Otis Redding
- Tangerine- Led Zeppelin
- Grinning In Your Face- Son House
- End Of The Line- Allman Brothers band
- Tales Of Imaginary Western- mountain
- Let It Be Me- Ray Lamontagne
- Storm warning- Bonnie Raitt
- Be My Friend- Free
- Stand!- Sly & The Family Stone
- And It Stoned me- Van Morrison
- So What- Miles Davis
- Behind The Wall Of Sleep- Black Sabbath

LUCIANO VITI (Fotografo)

- C'è Una Strana Espressione Nei tuoi Occhi- The Rokes
- Venus- Shoking Blue
- Heartbreaker- led Zeppelin
- Crossroads- The Cream
- Sunshine Of Your Love- The Cream
- Statesboro Blues (Fillmore)- Allman Brothers Band
- My Sweet Lord- George Harrison
- Don't Let Me Down- The Beatles
- Get back- The Beatles
- Burning On The Midnight Lamp- Jimi Hendrix
- Crosstown Traffic- Jimi Hendrix
- Black Night- Deep Purple
- I Should have Know Better- The Beatles
- Please Mr. Postman- The Marvelettes

MICHELE MANZOTTI (Giornalista: "La Nazione", "Il Popolo Del Blues")

- Help!- The Beatles
- Honky Tonk Woman- Rolling Stones
-  Bouree- Jethro Tull
- Old Man- Neil Young
- The Letter- Joe Cocker
- Girl From The North Country- Bob Dylan
- A Whiter Shade Of pale- Procol harum
- Tous Les Garcon Et Le Filles- Francoise hardy
- Les Tourbillons De La Vie- Jeanna Moreau
- Pensieri E Parole- Lucio Battisti

JIMMY RAGAZZON (Musicista: Mandolin Brothers)

- Chimes Of freedom- Bob Dylan
- Shine A Light- Rolling Stones
- Rain- The Beatles
- Willin'- Little Feat
- We Used To Know- Jetrho Tull
- The Other Kind- Steve Earle
- Cowboy Movie- David Crosby
-Have You Seen The Stars Tonight- Jefferson Starship
- Make Me A Pallet On The Floor- Mississippi John Hurt
- Don't Think Twice It's Alright- Bob Dylan

PAOLO BRUNAZZI (ORACLE KING) (Musicista)

You Really Got Me- The Kinks
- Bad Scene- Ten Yers After
- I'm Going Home- Ten Years After
- Back In The U.S.S.R.- The Beatles
- House Of The Rising Sun- The Beatles
- I Put A Spell On You- Screaming Jay Hawkins
- Like A Rolling Stone- Bob Dylan
- It's All Over Now My Baby Blue- Bob Dylan
- All Along The Watchtower- Jimi Hendrix
- Right Place, Wrong Time- Otis Rush
- Preachin' The Blues- Son House
- Damn Right I've Got The Blues- Buddy Guy
- Goodnight Irene- Leadbelly
- Highway 49- Howlin' Wolf
- Help Me- Sonny Boy Williamson

LORENZ ZADRO ("Blues In Italy", "A-Z Blues")

- Whole Lotta Love- Led Zeppelin
- Nettle Bed- Soft Machine
- Just The Way You Are- Barry White
- Glad- Traffic
- Sir Duke- Stevie Wonder
- Are You The One? Are You The One?- John McLaughlin
- Hobo- Beggars Opera
- Why Not?- Gentle Giant
- Gipsy- Uriah Heep
- Aqualung- Jethro Tull
- All Your Love- John Mayall's Bluesbreakers
- N.I.B.- Black Sabbath
- Hold On- Ian Gomm

DAVIDE GRANDI ("A-Z Blues")

- Can't Find My Way Home- Blind Faith
- Showbiz Blues- Rory Gallagher
- Night Train- James Brown
- Busted- Ray Charles
- Going Down South- R.L.Burnside
- So Excited- B.B.King
- Tin Pan Alley- Stevie Ray Vaughan
- Roadhouse Blues- The Doors
- Prodigal Son- Ry Cooder
- A Man Of Many Words- Buddy Guy
- Preachin' Blues- Derek Trucks Band
- Nobody Can Sing The Blues Like Blind Willie McTell- Bob Dylan
- This Is The House That Jack Built- Aretha Franklin
- Born In Chicago- Paul Butterfield Blues Band
- Hard To Handle- Black Crowes
- Home In Your Heart- Solomon Burke
- John The Revelator- Larkin Poe
- When The Levee Breaks- Led Zeppelin
- The Letter- Joe Cocker
- Hey Joe- Jimi Hendrix

PETER FRENCH (Musicista: Atomic Rooster, Cactus, Leaf Hound)

- While My Guitar Gently Weeps- George Harrison
- Immigrant Song- Led Zeppelin
- Lay Lady Lay- Bob Dylan
- All Along The Watchtower- Jimi Hendrix
- Same Old Questions- Peter French
- Fire And Water- Free
- Spanish Boots- Jeff Beck
- Can't Find My Way Home (live)- Eric Clapton & Steve Winwood
- Let Me Swim- Cactus
- Sweet Little Rock'n Roller- Rod Stewart
- The Long And Winding Road- The Beatles

POPA CHUBBY (Musicista)

- Dirty Deeds- AC/DC
- If The Diesel Don't Get You Than The Jet Fuel Will- Popa Chubby
- Everybody's Knows- Leonard Cohen
- Living On The Highway- Freddy King
- You're Still My Woman- B.B.King
- Ass Pocket Of Gin- R.L.Burnside
- I'm A Bluesman- Magic Slim
- I'm The Beast From The East- Popa Chubby
- Too Many Dirty Dishes- Albert Collins
- Kind Of Blue- Miles Davis
- Ain't That Loving You Baby- Link Wray

NICK BECATTINI (Musicista)

- Power To Love- Jimi Hendrix Band Of Gypsies
- Blues At My Baby's House- Buddy Guy
- Vietcong Blues- Junior Wells
- Rock Me Baby- Luther"Snakeboy" Johnson
- When The Music's Over- The Doors
- Cocaine Blues- Gove Scrivenor
- Everyday I Have The Blues- B.B.King
- Stormy Monday Blues- T-Bone Walker
- San Ho Zay- Ronnie Earl
- Have You Ever Loved A Woman- Freddie King
- All Your Love- John Mayall's Bluesbreakers
- Bad Love- Eric Clapton
- Lookin Good- Magic Sam
- La Bamba- Los Lobos
- L'Avvelenata- Francesco Guccini

SILVANO MARTINI (Responsabile di sicurezza a festivals e concerti)

- Live With Me- Humble Pie
- Theme From An Imaginary Western- Mountain
- In Memory Of Elizabeth Reed- Allman Brothers Band
- They Night They Drove Old Dixie Down- The Band
- Have You Ever Been (To Electric Ladyland)- Jimi Hendrix
- Seeds And Steams Again- Commander Cody
- Country Comfort- Elton John
- My Only True Friend- Gregg Allman
- Dark End Of The Street- Ry Cooder
- Last Date- Floyd Kramer
- American Girl- Tom Petty & The Heartbreakers
- Little Wing- Stevie Ray Vaughan
- That Lady- The Isley Brothers
- What A Wonderful Thing Love Is- Al Green
- Badge- The Cream
- It's Too Late- Carole King
- Light My Fire- The Doors
- Sleepwalk- Santo & Johnny

UMBERTO BONANNI (Promoter: Pistoia Blues, Beat Festival)

- Everybody's Talkin- Harry Nilsson
- Let Down- Radiohead
- I Got A Feeling- The Beatles
- Down In The Boondocks- Ry Cooder
- Vanlose Stairway- Van Morrison
- Fall On Me- R.E.M.
- UFOF- Big Thief
- In Memory Of Elizabeth Reed- Allman Brothers Band
- Touch Of Grey- Grateful Dead
- Let's Get It On- Marvin Gaye
- The Makings Of You- Marvin Gaye
- Good Lovin'- Young Rascals
- Don't Worry baby- Beach Boys
- My Favourite Things- John Coltrane
- Long Black Limousine- Elvis Presley
- Listen To Me- Baby Huey
- Save The Children- Marvin Gaye

GENNARO PORCELLI (Musicista: Edoardo Bennato Band)

- Mississippi Blues- Willie Brown
- Big Road Blues- Tommy Johnson
- Tobacco Road- Edgar Winter's White Trash
- Still Alive And Well- Johnny Winter
- Struttin' My Stuff- Elvin Bishop
- Never Make You Move Too Soon- B.B. King
- Woman Acoss The River- Freddie King
- Need Your Love So Bad- Fleetwood Mac feat. Peter Green
- Like Anyone Else- Derek Trucks Band
- Highway 61 Revisited- Bob Dylan

ERMANNO LABIANCA (Autore TV, Critico Musicale, Scrittore)

- Lay Lady Lay- Bob Dylan
- La Canzone Di Marinella- Fabrizio De Andrè
- New York City Serenade- Bruce Springsteen
- American Girl- Tom Petty & The Heartreakers
- Angel From Montgomery- John Prine
- Jessica- Allman Brothers Band
- Anche Per Te- Lucio Battisti
- Romeo's Tune- Steve Forbert
- Late For The Sky- Jackson Browne
- Memory Motel- Rolling Stones

LUCA DE GENNARO (Disc-Jockey)

- Here, There And Everywhere- The Beatles
- Baba O' Riley- The Who
- The Cinema Show- Genesis
- Starship Trooper- Yes
- Ooh Child- Valery Carter
- Born To Run- Bruce Springsteen
- Frederick- Patti Smith
- E' Festa- Premiata Forneria Marconi
- Gioia E Rivoluzione- Area
- London Calling- The Clash
- Stairway To Heaven- Led Zeppelin
- May I ?- Kevin Ayers
- Sex Machine- James Brown
- Planet Rock- Afrik Bambaata
- Love Is The Answer- Todd Rundgren

SERGIO MONTALENI (Musicista)

- Like A Prayer- Madonna
- Im Affected- The Ramones
- Baby I Love You- The Ramones
- God Save The Queen- Sex Pistols
- Back To The Night- Joan Armatrading
- Heroes- David Bowie
- April Rain- Corey Glover
- The Girl U Want- Devo
- Gimme Some Truth- John Lennon
- Isolation- John Lennon
- Young Americans- David Bowie
- The Beautiful Ones- Prince
- No One Is To Blames- Howard Jones
- Invisible Sun- The Police

ANGELO LEADBELLY ROSSI (Musicista)

- Let's Spend The Night Together- Rolling Stones
- C'è Una Strana Espressione Nei Tuoi Occhi- The Rokes
- Badge- The Cream
- The Wind Cries Mary- Jimi Hendrix
- Five To One/ Touch Me- The Doors
- Green Coyote- Mallard
- That Smell- Lynyrd Skynyrd
- Bedroom Thang- ZZ Top
- Tangerine- Led Zeppelin
- Time Was- Canned Heat
- Mr. Bojangles- Nitty Gritty Dirt Band
- 1969- The Stooges

MARCELLO TODARO (Musicista: Banco Del Mutuo Soccorso)

- Happy Together- The Turtles
- The Sun Ain't Gonna Shine Anymore- The Walker Brothers
- Gimme Some Lovin'- The Spencer Davis Group
- Please Please Me- The Beatles
- Baby It's You- Smith
- Race With The Devil- Gun
- Fresh Garbage- Spirit
- Heaven On Their Minds (Jesus Christ Superstar)- Alan Dogget & Murray Head
- Land Of 1000 Dances- Wilson Pickett
- The Doc Of The Bay- Otis Redding
- Fire- Jimi Hendrix Experience
- Speed King- Deep Purple
- I'm So Glad- The Cream
- Eloise- Barry Ryan
- A Whiter Shade Of Pale- Procol Harum

BUDDY WHITTINGTON (Musicista)

- Louisiana Cock Fight- John Nitzinger
- Neighbor Neighbor- ZZ Top
- Certified Blues- ZZ TOP
- Run, Run, Run- Jo Jo Gunne
- Baby Scratch My Back- Slim Harpo
- Tonight The Bottle Let Me Down- Merle Haggard
- Country Guitar- Phil Baugh
- I Love You More Everyday- Freddie King
- Magic Sam's Boogie- Magic Sam

GIANCARLO MARRACCI (Promoter: Lucca Blues Festival)

- Ramblin' Man- Allman Brothers Band
- Hey Tonight- Creedence Clearwater Revival
- Won't Get Fooled Again- The Who
- Child In Time- Deep Purple
- I'm Going Home- Ten Years after
- Lather- Jefferson Airplane
- Help!- The Beatles
- Us And Them- Pink Floyd
- Desperado- Eagles
- 4th Of July, Asbury Park (Sandy)- Bruce Springsteen

GIUSEPPE SCARPATO (Musicista Edoardo Bennato Band)

- Single Handed Sailor- Dire Straits
- Lenny- Stevie Ray Vaughan
- Maggio Se Ne Va- Pino Daniele
- I Matti- Francesco De Gregori
- The Time There's A Changin'- Bob Dylan
- Handle With Care- The Travelling Wilbury
- I'm The Walrus- The Beatles
- Brain Damage/Eclipse- Pink Floyd
- Stay Or Leave- Dave Matthews
- The Wind Cries Mary- Jimi Hendrix
- Cinema Paradiso (Love Theme)- Charlie Haden/Pat Metheny
- Welcome To The Cruel World- Ben Harper
- Is This Love- Bob Marley
- Hoochie Coochie Man- Muddy Waters
- Good Times Bad Times- Led Zeppelin
- Bell Bottom Blues- Eric Clapton

DR. FAUST (FAUSTO SCARAVAGGI) (Musicista)

- Crossroads- Robert Johnson
- I Had A Dream Last Night- Buddy Guy
- Hoochie Coochie Man- Muddy Waters
- Folsom Prison Blues- Johnny Cash
- Johnny B. Goode- Chuck Berry
- Blowin' In The Wind- Bob Dylan
- This Land Is Your Land- Woody Guthrie
- Like A Rolling Stone- Bob Dylan
- All Along The Watchtower- Jimi Hendrix
- Everybody Needs Somebody- The Blues Brothers
- The House Of The Rising Sun- Animals
- London Calling- The Clash
- God Save The Queen- Sex Pistols
- Woolly Bully- Nine Below Zero
- Rumble In Brighton- Stray Cats

GHIGO RENZULLI (Musicista: Litfiba)

- Deutschland- Rammenstein
- An Irish Pub Song- The Rumjacks
- My Ugle Boy- Skunk Anansie
- Bohemian Like You- The Dandy Warholes
- The Sound Of Silence- Disturbed
- Stardust- Delain
- Back No. 1- Type O- Negative
- Californication- Red Hot Chili Peppers
- History Repeating- Propelled Heads
- Best Friend- Yelawolf
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domenica 2 febbraio 2020

Pino Tuccimei

Oggi è una giornata molto triste per me.
Se n'è andata una persona a cui tenevo molto.
Non erano state moltissime le volte che ci eravamo visti di persona ma avevamo sempre mantenuto un costante contatto, sia telefonico che di chat, con lui.
Lui era Pino Tuccimei, storico produttore fin dalla seconda metà degli anni '60 ed organizzatore nel 1970, 1971, 1972 dei tre famosi raduni pop di Caracalla e Villa Pamphili a Roma dove nel 1972 si radunano circa 200.000 persone.
Nel 1975 iniziò ad organizzare concerti assieme al celebre Franco Mamone e portò in Italia gruppi come Genesis, Van der Graaf Generator, Hookfoot, Emerson, Lake & Palmer, Jethro Tull, Colosseum. Nel 1980, assieme a David Zard, organizzò il primo tour italiano di Elton John.

Immaginate quando nel Novembre del 2011 ricevetti una telefonata dove la persona all'altro capo del telefono mi disse: " Salve, mi chiamo Pino Tuccimei e faccio affidamento sulla tua assoluta discrezione e ti dico una cosa che NON si deve sapere per ora; ok; tu sai che nel 72 io feci il più grande raduno pop mai effettuato in italia, Villa Pamphili, avemmo circa 200/250.000 persone e per il prossimo anno, sarà il 2012, sono in attesa di avere la conferma se la giunta mi darà di nuovo villa Pamphli, ho già provveduto a contattare i gruppi stranieri che penso possibili; poi ti dirò le "chicche" ma stò fremendo per avere l'ok dal comune che dopo i casini di San Giovanni è giustamente un po preoccupato. Tieni però presente che il prog non dovrebbe richiamare un pubblico di teppisti ma più gente appassionata e più matura.
Ho sentito molto parlare di te e della tua assoluta professionalità e vorrei davvero che fossi tu ad occuparti della sicurezza per questa importante manifestazione."
Ovviamente accettai con immenso piacere ed orgoglio, Pino Tuccimei era una specie di mito per me.
Purtroppo però la giunta non dette mai quel permesso ma quel breve contatto telefonico mi permise di restare in contatto frequente con una persona che non avrebbe mai smesso di confidarsi con me e di cercarmi per ogni sua nuova idea.

Nella primavera del 2013 infatti la mente estremamente attiva di Pino partorì una nuova cosa.
Già dal 2010 lui era stato parte attiva nel rilancio di una formazione che si era rimessa assieme dopo ben 37 anni di inattività: The Trip.
I cari e vecchi Trip, formazione eccezionale e storica del prog italiano che, attorno a Joe Vescovi, Wegg Andersen e Furio Chirico, aveva rimesso assieme una nuova line-up, comprendente Fabrizio Chiarelli alla chitarra e voce ed Angelo Perini al basso.
L'idea di Pino era quella far riaccendere i riflettori ad un locale che era stato storico per il prog italiano e non solo, tra la fine degli anni '60 ed i primi anni '70, lo storico "Piper 2000" di Viareggio, che da un bel po di anni non se la passava benissimo e da "Caprice" come era stato rinominato a seguito della chiusura del Piper stesso, era poi stato trasformato in una specie di night club di dubbia fama.

Ricordo che facemmo una riunione assieme a Pino, Joe Vescovi e l'amico Daniele Nuti, con l'allora proprietà del Piper stesso.
Fu stilato un programma per l'estate successiva proprio da Tuccimei e la stagione iniziò con i due concerti dei New Trolls UT e della rinnovata Raccomandata con Ricevuta di Ritorno.
Poi però purtroppo, a causa della difficile situazione economica in cui versava il locale stesso, la programmazione fu interrotta e la cosa naufragò tra lo scoramento generale.
Pino non si rassegnava e non si è mai rassegnato alla tristezza, sotto il profilo artistico musicale, dei tempi attuali e caparbiamente ha provato con tutte le sue forze di riportare un po di quella cultura che si respirava in quegli anni così ricchi, oramai purtroppo terribilmente lontani, anche ai nostri giorni.

Lo sentii l'ultima volta la scorsa estate, quando gli proposi di interessarsi di una bravissima cantante romana di cui mi stavo occupando in quei giorni e che mi stava dando moltissime soddisfazioni.
In quella occasione mi confidò di avere un "nuovo inquilino", definì così la sua malattia.
Lo sentii molto provato ma, nonostante tutto, mi disse di mandargli tutto il materiale che avevo a disposizione dopo che, di li a pochi giorni, avrebbe fatto delle importantissime analisi e controlli.
Non lo feci, rispettando la battaglia che stava per intraprendere e che ritenevo dovesse essere la sua priorità nel futuro prossimo.
Stamani ho appreso della sua partenza per il suo viaggio ma sono sicuro che in qualsiasi posto sia andato, una volta preso confidenza con il luogo, Pino sarà capace di darsi da fare anche li, per portare musica e cultura, le cose a lui più care, oltre alla sua amatissima Roma.
Ciao Pino, buon viaggio.

venerdì 27 dicembre 2019

Dead Kennedys Discoteca "Quasar" di Perugia, 9 Ottobre 1981

Era il 1981 ed il Punk, arrivato in ritardo qui da noi quando in Inghilterra era già praticamente finito, aveva scosso le cantine delle nostre province, con il concerto di Bologna dell'anno precedente, ribadito con un breve tour proprio in quel 1981, dei Clash.
In USA invece, il Punk californiano aveva iniziato a sparare le proprie cartucce migliori ed il colpo dell'anno precedente, con l'album di esordio dei Dead Kennedys, denominazione sconvolgente almeno per gli Stati Uniti, era stato di quelli davvero fragorosi.
Il loro album di esordio, "Fresh Fruit For Rotting Vegetables" aveva tutte ma proprio tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio classico del genere, come poi in verità è accaduto.

Le varie fanzine dell'epoca avevano annunciato un breve tour di tre date nel nostro Paese, Roma, Perugia e Gorizia, per quell'inizio di ottobre ed io non avevo nessunissima intenzione di mancare ad uno di quei tre concerti.
La data a me più vicina era ovviamente quella di Perugia così, assieme al mio fidato amico dell'epoca Piero, con cui avevo già condiviso svariati concerti, ci mettemmo in macchina in quella tiepida giornata di inizio autunno. Ricordo ancora benissimo com'ero vestito quel giorno, camicia di jeans, jeans ed un semplice paio di scarpe da ginnastica, abbigliamento assolutamente non da punk, in quanto in verità non ho mai amato travestirmi per andare a vedere un concerto, nemmeno da ragazzo.
Anche la macchina con cui ci avviammo a percorrere quei 170 chilometri che ci separavano da Perugia, non era assolutamente un mezzo di fortuna, bensì la mia fiammante "Alfetta 2000", macchina che mettemmo a dura prova per la paura di arrivare in ritardo all'appuntamento. Bisogna ricordare che all'epoca le leggi sui limiti di velocità erano praticamente un optional e si transitava sulle autostrade a velocità adesso impensabili; tanto che impiegai poco più di un'ora, un'ora ed un quarto per arrivare di fronte al locale, con un impietrito Piero che non profferì sillaba durante il viaggio, ricordo solamente un "..ovvia, si parte!" ed un sospiro di sollievo una volta arrivati!

Parcheggiamo nei pressi del locale, praticamente di fronte e, la cosa che mi stupì, fu il locale stesso.
La Discoteca "Quasar" era enorme, una specie di agglomerato di edifici tutti attaccati assieme, con una grande scalinata esterna che portava all'ingresso del locale stesso.
Anche l'interno non mancò di stupirmi, era infatti una tipica grande discoteca, per niente adatta, questo pensai, ad un evento come quello a cui stavamo per assistere.
Il palco era praticamente posizionato non molto alto e c'erano dei gradoni che conducevano ad esso.
Non ho foto del concerto, per cui vado abbastanza a memoria, aiutato però dalla registrazione del concerto stesso.
Non c'erano le transenne ed anche questo, ricordo, non mancò di stupirmi.
Il servizio di sicurezza consisteva praticamente negli addetti del locale e, ricordo ancora, non mi parve numeroso.

Nessun gruppo spalla, in seguito seppi che Jello Biafra lo avrebbe chiesto agli organizzatori della serata, durante la giornata stessa ma, pur avendo chiesto a qualche gruppo locale, nessuno se la sentì di salire sopra prima dei Dead Kennedys e questo, con il senno di poi, fu decisamente un bene.

La band salì sul palco ed attaccò subito con una anfetaminica e quasi irriconoscibile "Man With The Dogs", retro del singolo "California Uber Alles" e, già dal primo brano capimmo subito a che tipo di concerto avremmo assistito; suoni ad un volume devastante, ai limiti della distorsione e ritmi quasi spiritati.
Praticamente attaccata alla precedente partì "When Ya Get Drafted".
Jello si era già tolta la t-shirt ed attaccò "In-Sight", altro retro del secondo singolo "Kill The Poor".
Il quarto brano fu un brano all'epoca ancora inedito, era infatti "Well Paid Scientists" che sarebbe stato poi incluso nell'album dell'anno successivo "Plastic Surgery Disasters" ma a quel punto non faceva più nessunissima differenza tra brani conosciuti o meno, il mood della serata era delineato: brani sparati a raffica ad una velocità pazzesca, della durata di uno, al massimo due minuti, cosa questa che i numerosissimi punks presenti (sui vari abbigliamenti di questi ultimi potrei fare un capitolo a parte) parevano gradire.
"Nazi Punks Fuck Off" annunciata e sparata sul pubblico ebbe il potere di scatenarlo.
I ragazzi iniziarono a salire sul palco, data anche l'estrema facilità con cui potevano farlo, vista la totale assenza di barriere, iniziando a ballare assieme a Jello, ad abbracciarlo ed a cercare di strappargli il microfono di mano.
Un minuto e mezzo di "Your Emotion" e poi il delirio; annunciato con un "We got a bigger problem now!", partì il loro anthem, "California Uber Alles" e, rammento benissimo, aver visto il palco praticamente pieno di gente, con Jello che cercava disperatamente di riuscire a portare a termine il brano, sparendo e riapparendo tra la massa di gente. Brano comunque, nonostante le evidenti difficoltà di esecuzione, suonato con una potenza devastante, in grado, rammento che pensai, di smuovere una montagna.

Al termine del brano Jello Biafra stesso cercò di riportare la calma, chiedendo più volte "Ok...back off the stage!".
Era incredibile, totalmente incredibile, lo spettacolo che avveniva davanti ai nostri occhi ed entrava nelle nostre orecchie; quella discoteca, abituata sicuramente ai suoni della disco-dance, che ospitava un rito tribale punk come quello a cui stavamo prendendo parte.
"Halloween" interrotta a metà, con il pubblico in platea che mandava a quel paese tutti gli altri, numerosissimi,che stavano sopra e che non avevano assolutamente intenzione di scendere, anzi pareva che avessero decisamente intenzione di portarsi Jello Biafra e qualche altro ricordino della serata, direttamente a casa!
"Holiday In Cambodia" meravigliosa ed ancora uno stop. Salì su anche uno degli organizzatori della serata che spiegò che i Dead Kennedys Stessi non avevano voluto ne transenne, ne servizio d'ordine, perchè non volevano nessuna barriera tra loro ed il pubblico ma che però, se la gente non fosse scesa da la sopra, sarebbe stato impossibile continuare.

"Kill The Poor", "Too Drunk To Fuck", "Chemical Warfare" ed una incredibile "Viva Las Vegas" concludevano il concerto.
Io e Piero ci guardammo increduli e stremati, pur essendoci tenuti a debita distanza da tutto quel casino.
Rammento che facemmo il viaggio di ritorno con estrema calma, senza nemmeno mettere su una cassetta, avevamo le orecchie letteralmente devastate da quei suoni, decidemmo però che quello che avevamo appena visto sarebbe stato un concerto che avremmo ricordato a lungo.
Sono passati ben trentotto anni e lo racconto soltanto adesso, per cui quella profezia fu azzeccata.

Jello Biafra, intervistato in seguito dalla fanzine ""TVOR" (Teste Vuote Ossa Rotte), dichiarò che agli inizi degli anni '80 la scena Punk italiana era considerata il top a livello europeo, seconda solo a quella inglese e che lui stesso possedeva dischi dei Tampax di Pordenone, Dei Raw Powers e dei Fall Out di La Spezia e che ricordava i concerti di Perugia e di Roma come tra i migliori che avesse mai fatto.


Adesso, da quanto leggo, la "Discoteca Quasar" non esiste più, dopo essere rimasta per molti anni rifugio per senzatetto e tossici vari. Al suo posto hanno costruito un centro commerciale, credo però che ogni tanto, nei corridoi di quel nuovissimo centro che dice chiamarsi "Quasar Village", risuoni un grido che fa... California Uber Alles! e che qualche mamma con passeggino, assieme a qualche marito annoiato, abbia un brivido lungo la schiena.



mercoledì 18 dicembre 2019

My Best Of 2019



Il 2019 è stato un anno molto ricco di buone, a volte buonissime, uscite discografiche, nessun capolavoro, se alla parola capolavoro si vuol dare il significato che merita ovviamente, però molti ottimi dischi.
Come sempre, anche se i modi per poter fruire musica al giorno d'oggi non mancano, resta piuttosto difficile poter ascoltare tutte le numerosissime uscite discografiche, anche se ovviamente cerco di tenermi il più aggiornato possibile soprattutto sulle novità.
Questi, non in ordine qualitativo, tra quelli ascoltati sono quelli che ho preferito.

CHRISTONE "KINGFISH" INGRAM- Christone "Kingfish" Ingram
BRUCE SPRINGSTEEN- Western Star
BLACK PUMAS- Black Pumas
THE TESKEY BROTHERS- Run Home Slow
THE DELINES- The Imperials
THE ALLMAN BETTS BAND- Down To The River
TEDESCHI TRUCKS BAND- Signs
JIMMIE VAUGHAN- Baby, Please Come Home
ERIC GALES- The Bookends
WALTER TROUT- Survivor Blues
MICHAEL KIWANUKA- Kiwanuka
MERCURY REV- Bobby Gentry's The Delta Sweetie Revisited
RODNEY CROWELL- Texas
PURPLE MOUNTAIN- Purple Mountain
THE RACONTEURS- Help Us Strangers
MAVIS STAPLES- We Get By
REESE WYNANS AND FRIENDS- Sweet Release
JEFF LYNNE'S ELO- From Out Of Nowere
NATIVE HARROW- Happier Now
THE ALLMAN BROTHERS BAND- Fillmore West '71
BILL CALLAHAN- Shepard In A Sheepskin Vest
SAMANTHA FISH- Kill Or Be Kind
GARY CLARKE JR.- This Land
SUGARRAY RAYFORD- Somebody Save Me
STEVE GUNN- The Unseen In Between
KEB' MO'- Oklahoma
J. J. CALE- Stay Around
BUFORD POPE- The Waiting Game
IAN NOE- Between The Country
KEITH RICHARDS- Talk Is Cheap (30th Anniversary 2CD Deluxe Edition)
ROBERT RANDOLPH & THE FAMILY BAND- Brighters Day
THE WHO- The Who
TOWNES VAN ZANDT- Sky Blue

CONCERTI:

THE SHEEPDOGS- Parma "Campus Industries" 14/02
ROBERT RANDOLPH & THE FAMILY BAND- Torrita Blues 21/06
ERIC GALES- Pistoia Blues Festival 07/07
ERIC GALES- Castro Dei Volsci (FR) "Music Under The Rocks" 21/07
ZZ TOP- Irvine CA (USA) "Fivepoint Amphitheater 23/08


mercoledì 11 dicembre 2019

Eric Burdon-Brian Auger Band live 1991

Era l'edizione del 1991 del "Pistoia Blues Festival" e la conclusione, di quella edizione di soli due giorni, fu affidata ad una coppia di artisti che proprio in quel periodo girava assieme in un tour mondiale e che aveva pubblicato un doppio cd inciso dal vivo a Solana Beach, California, dal titolo "Acces All Areas".
Gli artisti in questione erano due pesi massimi della scena rock a partire dagli anni '60, Eric Burdon e Brian Auger e la denominazione della band era semplicemente quella di Eric Burdon-Brian Auger Band.
Per Auger era la sua seconda volta al Festival toscano, dopo la sua apparizione nell'edizione del 1983, mentre per il grande Eric Burdon era la sua prima volta assoluta.
Eric Burdon, nato a Newcastle Upon Tyne nel 1941, noto per essere stato il cantante e leader di una delle band più importanti della famosa "British Invasion" degli anni '60, The Animals, band di electric rock-blues, formatasi dopo lo scioglimento dell'Alan Price Combo.
Quasi impossibile ricordare tutti i successi del gruppo, diventati negli anni dei veri e propri classici della musica moderna, basti per questo ricordare brani come "The House Of The Rising Sun", "Don't Let Me Be Misunderstood", We Gotta Get Out Of This Place" e "Don't Bring Me Down"


Successivamente dopo una parentesi, successiva al 1966, in cui cambiarono denominazione in Eric Burdon and The Animals, il cantante, nel 1968 epoca in cui viveva a San Francisco, California, si unì ad una celebre band funk californiana, The War .

Il risultato di questa unione, una stupenda contaminazione di rock psichedelico e funk, erano infatti anni di sperimentazioni su tutti i livelli, sia musicali che personali, furono i due albums usciti, il primo dei quali, "Eric Burdon Declares War" uscito nel 1970, un autentico capolavoro, contenente i singoli "Spill The Wine" e "Tobacco Road".
In Seguito, nel 1971, si unì al bluesman Jimmy Witherspoon, assieme al quale partorì il discreto album dal titolo "Guilty".A partire dal 1974, prima con la Eric Burdon Band con la quale incise tre LP e poi da solista, continuò una carriera che non riuscì però a toccare le vette di successo toccate negli anni precedenti, soprattutto quelle raggiunte assieme agli Animals.
Cantante comunque dotato di grande voce e grandissima personalità, capace di essere riconoscibile alla prima nota, come avevo avuto già modo di appurare durante un suo concerto, a cui avevo assistito, al Teatro Apollo di Via Nazionale a Firenze, Teatro che ad oggi non esiste più, nel 1984.
Va ricordato anche che l'ultima apparizione pubblica di quello che personalmente considero il più grande chitarrista di tutti i tempi, vale a dire Jimi Hendrix, avvenne proprio durante una jam session con Eric Burdon and The War, durante un loro concerto al "Ronnie's Scott Club" di Londra il 16 Settembre 1970. Appena due giorni dopo infatti, Jimi scomparse tragicamente.

La sera del 6 luglio di quell'anno, approdarono appunto nel backstage del Pistoia Blues dove, come sempre, svolgevo la mansione di responsabile della security del Festival.
Al loro arrivo, dopo aver salutato un sempre cordialissimo Brian Auger, che conoscevo dai tempi dei suoi concerti al Piper di Viareggio nei primissimi anni '70, mi resi conto  immediatamente e con estrema preoccupazione, che il buon Eric Burdon aveva indubbiamente esagerato con il bere, era insomma, come suol dirsi, piuttosto alticcio!
Parlava e scherzava con tutti quelli che lo avvicinavano. Io cercai, per contro, di tenerlo il più possibile a parlare con me, per evitare che combinasse danni, visto che poco prima, mentre era da solo, aveva cercato di mettersi a sedere su di una ringhiera in ferro, all'interno del palazzo comunale , rischiando peraltro di cadere all'indietro e lo avevo ripreso proprio io, facendo un balzo di un paio di metri.
Brian Auger invece non pareva preoccuparsene troppo ed appariva al solito il simpatico personaggio di sempre. In un momento, in cui con gli occhi tenevo sempre sotto controllo il cantante, che adesso si era messo seduto tranquillo su di una sedia, gli rammentai di quando, proprio al Piper 2000 di Viareggio nell'estate del 1972, prima di un suo concerto, lo aiutai a far entrare il suo pesantissimo Hammond nella strettissima porta laterale che dava accesso all'interno del locale; avevo solo sedici anni e quella era la pratica che usavo per avere un biglietto omaggio per lo spettacolo, l'ingegno di un giovanissimo appassionato di musica di allora.

Brian, che parla da sempre piuttosto bene la nostra lingua, ricordava perfettamente sia il locale, dove si era esibito in più di un'occasione, sia l'episodio.
Brian Auger può, senza ombra di dubbio, essere considerato il re dell'Hammond inglese; esordì nel 1965 con una band chiamata Steampacket, con cui si esibiva anche la vocalist Julie Driscoll, assieme alla quale fondò poco dopo Brian Auger and The Trinity, che partorirono successi come ""Save Me", ""This Wheels On Fire" e "Road To Cairo".
Nel 1970 fondò The Oblivion Express, con cui gira ancora ed incide dischi.

La formazione con cui si presentarono in quella serata al Pistoia Blues Festival comprendeva, oltre ai due big, Larry Wilkins alla chitarra, Dave Meros al basso ed il figlio di Brian, Karma Auger alla batteria.
L'inizio del set mi lasciò piuttosto perplesso in quanto, soprattutto sui due brani iniziali, "Don't Bring Me Down" e "Don't Let Me Be Misunderstood", Eric non ne azzeccò praticamente una!
Ci pensò però Brian, che indossava una vistosissima camicia  nera con giganteschi fiori gialli, a raddrizzare la baracca, con le sue tastiere.
Al termine di questi due brani Eric, visibilmente alticcio, si fermò ed iniziò a guardarsi attorno, come a voler cercare qualcosa; capìì immediatamente che stava cercando il suo campanaccio con relativa bacchetta, attrezzo che si era preparato prima di salire sul palco ma che si era dimenticato nel backstage, dove infatti lo avevo visto pochi minuti prima. Feci appena in tempo a correre nel camerino per prenderlo e, mentre stavo salendo le scalette che portavano al palco, per porgerlo ad uno dei tecnici, sentìì la sua voce che dal microfono mi chiamava: " SElvano... SElvano please...where is my cowbell?"
Quando vide che me ne stavo li dietro con il suo campanaccio in mano, mi chiamò addirittura accanto a se per consegnarglielo, ringraziandomi, con mio totale e comprensibile imbarazzo!
Fortunatamente la band ripartì immadiatamente con il brano successivo ed il loro set, piano piano, riprese quota ed anche Eric tornò a controllare la situazione che, quell'inizio, aveva reso incerta.
La band macinava un rock che non andava troppo per il sottile ma, complessivamente, fu un buon concerto, trascinante, con  classici quali " We Gotta Get Out Of This Place", "When I Was Young", "Tobacco Road", "Bring It On Home To Me" e, ovviamente" "The House Of The Rising Sun" , che conquistarono abbastanza facilmente la numerosa platea.
Rividi Eric Burdon nel 2005, sempre a Pistoia ed in quell'occasione, accanto alla giovane moglie che fungeva anche da tour manager, lo trovai completamente ripulito da ogni eccesso ed anche in quell'occasione, la sua incredibile voce, non mancò di regalare emozioni

sabato 4 maggio 2019

Eric Clapton un giorno a Bologna nel 1998

Come oramai chi mi segue su queste pagine sa benissimo, il mio lavoro mi ha portato a volte in situazioni che, quando ero un semplice ragazzino innamorato della musica, avrei potuto soltanto sognare.
Pensate che, già dall'età di dieci anni, sognavo di diventare un musicista apprezzato e, nella mia cameretta, da solo, accendevo lo stereo, mi mettevo al centro della stanza, imbracciavo la mia "riga a T" ed a volte diventavo un chitarrista (Jimi, Eric, Jeff, Carlos, Pete), altre volte, imbracciando la mia "Riga a T" più in basso, divenivo un bassista.
Rammento ancora l'imbarazzo quando, a volte, mia Mamma apriva all'improvviso la porta, per venire magari a prendere qualcosa in camera mia e mi trovava con le cuffie intento a roteare il braccio destro a mo' di Pete Townshend; ricordo però benissimo anche il suo indimenticabile e dolce sorriso, che mi faceva immancabilmente capire che non stavo facendo assolutamente nulla di sbagliato ma, anzi, davo corpo ai miei sogni, cosa questa che, una mente aperta come quella di mia madre, non poteva che apprezzare.
Il destino volle però che questa mia voglia di diventare musicista fosse appagata solo in parte, infatti per un periodo della mia vita suonai la batteria, togliendomi persino qualche soddisfazione; questo però è un altro capitolo della mia vita che, magari, aprirò un'altra volta.
Le Arti Marziali assorbirono la mia esistenza, sempre accompagnate dall'amore per la musica però e fu così che le mie velleità di diventare una rockstar furono accantonate.
Non sarei salito su di un palco come rockstar dunque ma vi sarei salito in un'altra veste, quella di accompagnarvi sopra loro, le rockstars appunto.

Ne ho accompagnate su a centinaia e, spesso, sono riuscito a carpire, grazie al mio amore per quel mondo ed al mio spirito di osservazione, le sensazioni che stavano provando al momento di salire su.
Ne ho carpito i tic, ho letto nei loro sguardi ed ho vissuto accanto a loro il boato del pubblico presente, al momento che si spengono le luci, in quell'interminabile ed eccitante istante che precede il salire quei pochi scalini che precedono l'entrata in scena.
Ho vissuto anche il prima ed il dopo dei loro spettacoli ed a volte sono accadute cose ai limiti dell'incredibile, come quella che sto per raccontarvi.
Era il 1998 e più precisamente il 23 Ottobre; eravamo a Bologna, all'allora "Palamalaguti", per il concerto di Eric Clapton, durante il suo "Pilgrim Tour", tour che accompagnava l'uscita del suo album "Pilgrim", un album criticato ma che a me era piaciuto molto,soprattutto perchè avevo trovato che, in quella occasione, Eric aveva curato molto le parti vocali, alzando di parecchio la sua asticella come cantante.
Nei tunnel che portavano al backstage mi ero già piacevolmente intrattenuto a chiacchierare con la stupenda Bonnie Raitt, che avrebbe aperto il concerto e subito dopo mi avviai verso il camerino di Eric Clapton, dove il chitarrista si stava intrattenendo assieme al bassista della sua band, Nathan East e, per rilassarsi prima del loro set, stavano giocando una partita a calcio balilla.
Eric era molto composto nel giocare, un po come quando suona la sua chitarra, con quell'eleganza nei modi, tipicamente inglese, mentre Nathan era più eccitato e si spostava da una manopola all'altra alla velocità della luce.
Io, dalla porta aperta del camerino, dove mi ero piazzato per controllare la situazione, mi divertivo a vederli così tranquilli e divertiti.
All'improvviso arrivò un tizio dello staff che richiamò l'attenzione di Nathan, non capìì bene cosa gli disse, anche perchè anch'io stavo parlando con una persona ma, da quanto potei capire, qualcuno desiderava parlare con lui. Così il bassista, scusandosi con Eric lasciò la sua postazione ed uscì.
Inrociai lo sguardo di Clapton, rimasto solo, che con un gesto della testa ed un sorriso, mi invitò a prendere il posto del bassista.
Abbastanza sbalordito dalla inaspettata richiesta presi posto a calcio balilla (non si può oggettivamente dire no grazie ad Eric Clapton) e, come il chitarrista lanciò la pallina, nella stanza entrò Paolo Rossi, si proprio il Paolo Rossi, il campione del mondo di Madrid 1982, amico di Eric Clapton , venuto ad vedere il concerto bolognese e passato dal camerino per salutarlo.
Fu così che, davanti allo sguardo di Paolo Rossi, segnai ad uno sbigottito Eric Clapton uno dei più fantascentifici goal della mia vita; un "gancio" fulminante che fece tuonare il legno dietro la sua porta!
Fortunatamente subito dopo ritornò Nathan East al quale lasciai immediatamente il posto, con il grande Clapton che ancora stava guardando l'interno della sua porta.
Piccole storie, insignificanti per loro ma che resteranno nella mia memoria per tutta la mia vita.

Il concerto fu qualcosa di stupendo, come i concerti di Eric Clapton sanno essere, in qualsiasi epoca vengano vissuti. Adoro il suo modo di suonare la chitarra da sempre.
Rammento una "Old Love" che mi strappò le budella, una bella parte blues con "Crossroads" e "Have You Ever Loved A Woman" ed un bel finale, dove salì sul palco anche Bonnie Raitt ed assieme suonarono "Shake It Up".