Il Blues ne è pieno.
ROBERT "BILBO" WALKER è uno di questi.
Nato a Clarksdale, Mississippi, nel 1937, patria di grandi del blues, a partire da Robert Johnson, "Bilbo" Walker fu introdotto alla musica dal genio Ike Turner, vero e proprio scopritore di talenti.
Dopo aver trascorso 17 anni a Chicago, dove spesso si esibiva nella famosa Maxwell Street, si trasferì in California, dove iniziò a coltivare angurie, continuando però ad esibirsi in California e, quando era in visita, nel Mississippi a Clarksdale, ed a Chicago.
Robert non sapeva ne leggere, ne scrivere ed era dunque un vero e proprio autodidatta, nel senso che aveva appreso l'arte di suonare blues dalla frequentazione dei grandi maestri del genere, come Muddy Waters o Magic Sam.
Grande carisma sul palco, dove ricordava il grande Chuck Berry per le sue movenze, i suoi sgargianti abiti coloratissimi, stile Las Vegas, la sua chioma corvina, frutto di una inequivocabile parrucca, Bilbo, soprannome ereditato dal padre, era un personaggio che non passava certo inosservato.

Negli ultimi anni della sua vita, se ne andò nel 2017 a 80 anni, inaugurò "Wonderlight City", un juke joint in stile classico situato in una remota zona rurale, circondata da prati immensi, a 30 chilometri da Clarksdale, non lontano dal famoso incrocio dove Robert Johnson strinse, si dice, il suo famoso patto con il diavolo. Questo Juke Joint, a tutti gli effetti una struttura costruita a mano, arcaica nel senso migliore del termine e rappresentativa di un'esperienza autentica che rievoca le grandi storie blues di un tempo, quelle che iniziano in un campo di cotone e finiscono sul palco. "È la mia terra, tutta mia", diceva Walker. "È un'antica terra di schiavi, tramandata dal mio popolo. Nessuno può dirci cosa fare qui fuori."

Walker prese una vecchia baracca di una caserma militare e la trasformò in un juke joint e, dopo diversi anni di progetti, pianificazione e qualche falso inizio, la struttura iniziò finalmente a funzionare. fece dipingere l'esterno color verde oliva militare di un blu brillante, aggiunse dei pannelli e, naturalmente, le luci. Fili di luci natalizie fornirono la maggior parte dell'illuminazione del locale e tutto, ovvero la musica, le luci, il frigo per la birra, erano alimentato da un singolo generatore a gas.
Affabile e personale, visionario ed eccentrico ma con un lato selvaggio, Bilbo ha trascorso gran parte della sua carriera suonando nei blues club, ma ha pubblicato il suo primo album da solista solo nel 1997. È stato protagonista del documentario del 2015, "I Am the Blues", insieme a musicisti e artisti del calibro di Jimmy "Duck" Holmes, Bobby Rush, RL Boyce e Paul "Lil Buck" Sinegal.
Come molti bluesmen della sua generazione appunto, Walker iniziò ad incidere nella seconda metà degli anni '80 e la sua discografia comprende soltanto tre album: , "Promised Land" del 1997, "Rompin' & Stompin'" del 1998 e "Rock the Night" del 2001.


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