lunedì 23 marzo 2026

ROBERT "BILBO" WALKER

Come tutti sapete ho sempre amato i "beautiful losers", sia al cinema che nella musica; quei personaggi cioè che sono arrivati ad essere conosciuti si ma non dal grande pubblico. quelli che sono rimasti parte di una nicchia di appassionati.
Il Blues ne è pieno.
ROBERT "BILBO" WALKER è uno di questi.
Nato a Clarksdale, Mississippi, nel 1937, patria di grandi del blues, a partire da Robert Johnson, "Bilbo" Walker fu introdotto alla musica dal genio Ike Turner, vero e proprio scopritore di talenti.
Dopo aver trascorso 17 anni a Chicago, dove spesso si esibiva nella famosa Maxwell Street, si trasferì in California, dove iniziò a coltivare angurie, continuando però ad esibirsi in California e, quando era in visita, nel Mississippi a Clarksdale, ed a Chicago.
Robert non sapeva ne leggere, ne scrivere ed era dunque un vero e proprio autodidatta, nel senso che aveva appreso l'arte di suonare blues dalla frequentazione dei grandi maestri del genere, come Muddy Waters o Magic Sam.
Grande carisma sul palco, dove ricordava il grande Chuck Berry per le sue movenze, i suoi sgargianti abiti coloratissimi, stile Las Vegas, la sua chioma corvina, frutto di una inequivocabile parrucca, Bilbo, soprannome ereditato dal padre, era un personaggio che non passava certo inosservato.

Negli ultimi anni della sua vita, se ne andò nel 2017 a 80 anni, inaugurò "Wonderlight City", un juke joint in stile classico situato in una remota zona rurale, circondata da prati immensi, a 30 chilometri da Clarksdale, non lontano dal famoso incrocio dove Robert Johnson strinse, si dice, il suo famoso patto con il diavolo.  Questo Juke Joint, a tutti gli effetti una struttura costruita a mano, arcaica nel senso migliore del termine e rappresentativa di un'esperienza autentica che rievoca le grandi storie blues di un tempo, quelle che iniziano in un campo di cotone e finiscono sul palco. "È la mia terra, tutta mia", diceva Walker. "È un'antica terra di schiavi, tramandata dal mio popolo. Nessuno può dirci cosa fare qui fuori."



Walker prese una vecchia baracca di una caserma militare e la trasformò in un juke joint e, dopo diversi anni di progetti, pianificazione e qualche falso inizio, la struttura iniziò finalmente a funzionare. fece dipingere l'esterno color verde oliva militare di un blu brillante, aggiunse dei pannelli e, naturalmente, le luci. Fili di luci natalizie fornirono la maggior parte dell'illuminazione del locale e tutto, ovvero la musica, le luci, il frigo per la birra, erano alimentato da un singolo generatore a gas.

Affabile e personale, visionario ed eccentrico ma con un lato selvaggio, Bilbo ha trascorso gran parte della sua carriera suonando nei blues club, ma ha pubblicato il suo primo album da solista solo nel 1997. È stato protagonista del documentario del 2015, "I Am the Blues", insieme a musicisti e artisti del calibro di Jimmy "Duck" Holmes, Bobby Rush, RL Boyce e Paul "Lil Buck" Sinegal.

Come molti bluesmen della sua generazione appunto, Walker iniziò ad incidere nella seconda metà degli anni '80 e la sua discografia comprende soltanto tre album: , "Promised Land" del 1997, "Rompin' & Stompin'" del 1998 e "Rock the Night" del 2001.



lunedì 29 dicembre 2025

MY BEST OF 2025

 


Come ogni anno compilo mla lista degli album che ho ascoltato maggiormente e che, a mio modesto avviso, sono meritevoli di entrare in quella che è la mia personale lista degli album migliori.

E' stata un'annata densa di buone uscite, non c'è il cosiddetto capolavoro, come accade oramai già da un bel po' ma la media delle ottime uscite è piuttosto alta.

Come sempre l'ordine della lista è casuale ed al termine della lista vi posterò il link con una compilation da me fatta su Spotify, per facilitare la ricerca dei suddetti album, con alcuni titoli per ogni disco.


VAN MORRISON "Remembering Now"

MARCUS KING BAND "Darling Blue"

BRUCE SPRINGSTEEN "Inyo" (from: " Tracks II: The Lost Album")

BRUCE SPRINGSTEEN "Somewhere North Of Nashville" (from: " Tracks II: The Lost Album")

SOUTHERN AVENUE "Family"

COLTER WALL "Memories And Empties"

AA.VV. "A Tribute To The King Of Zydeco"

KENNY WAYNE SHEPHERD and BOBBY RUSH " Young Fashioned Ways"

ERIC GALES "A Tribute To LKJ"

LARKIN POE "Bloom"

BYWATER CALL "Sunshine"

MAVIS STAPLES "Sad And Beautiful World"

CHARLIE MUSSELWHITE "Look Out Highway"

THE ROLLING STONES "Black And Blue Super Deluxe Edition"

SEAN McDONALD "Have Mercy!"

THE DELINES "Mr. Luck And Ms. Doom"

CHRISTONE KINGFISH INGRAM "Hard Road"

TEDESCHI TRUCKS BAND "Present: Mad Dogs & Englishmen Revisited"

BUDDY GUY "Ain't Done With The Blues"

ST. PAUL & THE BROKEN BONES "St. Paul & The Broken Bones"

FILIPPO GRAZIANI "80 Buon Compleanno Ivan"

BRUCE SPRINGSTEEN "Nebraska 82"

WAYLON JENNINGS "Songbird"

GREGG ALLMAN BAND "One Night In D.C. May 15, 1984"

DOUGH McLEOD "Between, Somewhere And Goodbye"

MATT PASCALE & THE STOMPS "Home"

CODY JINX "In My Blood"

ROBERT RANDOLPH "Preacher Kids"

DEVON ALLMAN "The Blues Summit

ATOMIC ROOSTER "Circle In The Sun"

LANCE ROARK "Bad Reputation"

WILLIE NELSON "Workin' Man: Willie Sings Merle"

LARRY McCRAY "Heartbreak City"

CONCERTI:

MARCUS KING BAND- Pistoia Blues Festival  04/07

BLACKBERRY SMOKE - Pistoia Blues Festival 10/07

UMBERTO PORCARO & THE NICKETTES- Pistoia Blues Festival 12/07

QUEENS OF THE STONE AGE- Pistoia Blues Festival 15/07

ERIC SARDINAS- Santomato Live Club (PT) 18/10

(PS: nella prima foto il mio vero Best Of The Year)


https://open.spotify.com/playlist/4S2HS1XuTjHOo5RA70MKF8?si=Ia5XV3m4RWutnqcbj7eliQ


giovedì 30 gennaio 2025

My Best of 2024

 



L'anno appena trascorso è stato ricco di buoni album. Ovviamente stare dietro a tutte le uscite è praticamente impossibile, visto la massa di dischi che vengono pubblicati ogni anno, però personalmente cerco di ascoltare quante più cose possibile.

Giocoforza il genere che più ascolto è un genere in qualche modo legato al rock-blues e dunque le mie preferenze annuali vedono, il larga parte, titoli legati a questo genere. Non mancano però generi e stili diversi, visto che, come sempre, sono molto curioso e cerco sempre di trovare cose nuove che stimolino la mia mente.

Queste sono, tra gli ascolti e gli acquisti, le mie preferenze relative al 2024, come sempre non in ordine:


THE J & F BAND- "Star Motel- An American Music Experience"

DEVON ALLMAN- "Miami Moon"

ALLMAN BROTHERS BAND- " Final Concert 10-28-14 Beacon Theater, New York City"

THE BROOKS- "Soon As I Can"

LENNY KRAVITZ- Blue Electric Light"

THREE SACRED SOUL- "Get A Story To Tell"

ROOSEVELT BOOBA BARNES- "Raw Umpolluted Blues"

GARY CLARKE JR.- "Jpeg"

VAN MORRISON- "Live At Orangefield"

VAN MORRISON- "New Arrangements And Duets"

ROLLING STONES- "Welcome To Shepherd Bush-Live"

RAY LAMONTAGNE- "Long Way Home"

FOUNTAINES D.C.- "Romance"

BYWATER CALL- "Sheperd"

JASON ISBELL AND THE 400 UMT- "Live From The Ryman Vol. 2"

CONNOLY HARRIS- "Remember Me"

JAKE XERXES FUSSELL- "When I'm Called"

MARCUS KING- "Mood Swings"

CHRIS CAIN- Waiting For The Sun To Rise"

CALIFORNIA HONEYDROPS- "Keep On Drippin'"

SELWYN BIRCHWOOD- "Old School"

MIKE CAMPBELL & THE DIRTY KNOBS- "Vagabond, Virgins & Misfits"

BLACK CROWS- "Happiness Bastards"

DE WOLFF- "Muscle Shoals"

GRACE BOWERS AND THE HODGE PODGE- "Wine Of venus"

BRIAN MARSELLA'S IMAGINARIUM- Medictas"


CONCERTI:

ERIC CLAPTON- Lucca Summer Festival 02/06

DEVON ALLMAN PROJECT- Pistoia Blues 12/07

JOHN FOGERTY- Lucca Summer festival 16/07

SELWYN BIRCHWOOD- Searavezza Blues Festival 21/07

LENNY KRAVITZ- Lido Di Camaiore 13/08

CATARTICO BLUES- NICK BECATTINI NIGHT- Santomato Live (PT) 26/09






lunedì 13 maggio 2024

Ian Siegal - Lucca Blues Festival, 12 Maggio 2024


Il Lucca Blues Festival è una di quelle realtà che vanno preservate a tutti i costi.

Con mezzi limitati ma tanta tanta passione, Giancarlo Marracci lo porta avanti dal 2014 e sul suo palco, che negli ultimi due anni si è trasferito dal Foro Boario di Lucca al Mercato Coperto di Marlia a Capannori, si sono esibiti artisti del calibro di Guy King, Bob Stroger, Giles Robson, Richard Ray Farrel, Chris Cain, Ray Cashman e moltissimi altri, tra i quali gli italiani Roberto Luti, Luca Giordano, Giuseppe Scarpato e Finaz.

L'edizione di quest'anno aveva in cartellone un nome che mi stuzzicava particolarmente, quello cioè di Ian Siegal.

Ian, inglese del 1971 nato a Portsmouth, ha pubblicato il suo primo album nel 2005, prodotto da Matt Schofield, che appare pure nel disco.

Il suo album del 2009 “Broadside” fu persino scelto dalla rivista “Mojo” come album blues dell'anno.

Due anni dopo, nel 2010, Ian e la sua band vinsero il “British Blues Award” come migliore band.

Successivamente, nel 2011, ha inciso il suo album “The Skinny” nel North Mississippi USA, con Cody Dickinson dei North Mississippi All Stars come produttore ed il disco fu nominato ai “Blues Music Awards” l'anno successivo.

Arrivo nei pressi del Mercato coperto con largo anticipo, assieme all'amico Fabrizio Berti ed il patron della manifestazione Giancarlo Marracci, che non mancherà di salutarmi dal palco prima della presentazione del set di Ian, assieme a Luca Giordano viene immediatamente a farci gli onori di casa, presentandoci a Ian Siegal, che appare immediatamente un personaggio molto particolare.

Ci accoglie subito come vecchi amici, abbracciandomi e dicendomi “Welcome my new facebook friend!”, dal momento che la mattina stessa mi aveva appunto chiesto l'amicizia sul social, dopo aver visto che pubblicizzavo il suo evento.


Ha una voce molto potente e profonda ed una gestualità ed una fisicità che fa un po' venire in mente il Mickey Rourke di qualche anno fa. Come infatti gli ho detto a fine concerto, pare un mix tra Tom Waits e Mickey Rourke, suscitando le sue immediate risate!

Al momento di salire sul palco si presenta da solo con la sua chitarra e presenta un suo recente brano, mostrando immediatamente di che pasta sia la sua voce ma si ferma subito, voltandosi e chiamando sul palco la band che lo aveva preceduto, vale a dire l'ottimo Luca Giordano ed i Netto Rockfeller Trio, un bel blues trio proveniente dal Brasile, con ospite l'armonicista/tastierista Victor Puertas da Barcellona.

Attaccano subito con quello che è il brano d'apertura del suo più recente bellissimo album “Stone By Stone”, che Ian mi ha regalato pochi minuti prima di salire on stage, vale a dire “Working On a Building”, che sembra un piccolo classico del blues e da qui innanzi parte un concerto che ci trascina tutti quanti nel blues del Delta più profondo!

Ian è un autentico animale da palcoscenico; in lui brucia prepotente la fiamma del blues; si dimena, ruggisce, suggerisce gli stacchi alla band; scende in platea a cantare senza microfono, direttamente in faccia ad un pubblico molto partecipe e coinvolto.

Ero salito sul palco pensando di eseguire per voi i brani dei miei album, che ho composto ed eseguito ma, una volta ascoltato le esibizioni che mi hanno preceduto e sentendo vibrare una fantastica atmosfera, il cuore e l'anima mi hanno detto che dovevo fare un concerto di puro blues per voi!”.

Classici del blues come “Got My Mojo Workin'”, “Hoochie Coochie Man”, fino ad una incandescente “Warewolves Of London”, si succedono uno dopo l'altro in un crescendo infuocato con il pubblico che si è alza dalle sedie e va a ballare sotto il palco.

Una festa che fa bene al cuore.

Torniamo a casa ascoltando “Stone By Stone” e con l'irrefrenabile voglia di rivedere Ian Siegal sul palco quanto prima possibile.

Bravo Ian e complimenti al Lucca Blues Festival!


(le foto del set di Ian Siegal sono di: Massimo Bernacchi che ringrazio)

sabato 30 dicembre 2023

My Best Of 2023

 


Si fa un gran parlare sui social sul fatto se sia opportuno o meno stilare una propria classifica dei migliori album ascoltati durante l'anno appena trascorso.

Personalmente è una pratica che faccio da svariati anni, in proprio praticamente da sempre, mentre in pubblico diciamo dal 2010, da quando cioè aprii questo mio Blog.

Ritengo interessante leggere le varie classifiche tra virgolette, visto che poi non sono in genere vere e proprie classifiche, bensì in molti casi liste di dischi ascoltati. Lo ritengo interessante perchè, anche per me che ascolto quotidianamente una gran massa di dischi, è praticamente impossibile ascoltare tutto, per cui spesso accade che leggendo un titolo, soprattutto se scritto da persona che stimo musicalmente parlando, ne sono incuriosito e corro ad ascoltarlo, trovandomi a volte in sintonia con chi lo ha scelto.

Questi sono, per chi sarà ovviamente interessato, i titoli degli album che ho preferito nel 2023; come sempre non in ordine qualitativo ma casuale.

Buon ascolto!


CHRISTONE "KINGFISH" INGRAM "Live In London"

ROLLING STONES "Hackney Diamond"

GOV'T MULE "Peace...Like a River"

CHRIS STAPLETON "Higher"

DUANE BETTS "Wild And Precious Life"

AAVV "Sweetwater-Original Motion Picture Soundtrack"

ROBERT FINLEY "Black Bajou"

SELWYN BIRCHWOOD "Exorcist"

NICK BECATTINI "Crazy Legs"

SAMANTHA FISH & JESSE DAYTON "Death Wish Blues"

J.D.SIMO TRIO "Songs Of The House Of Grease"

GENNARO PORCELLI "Me, You And The Blues"

ISLEY BROTHERS "Make Me Say It Again Girl"

DE WOLFF "Love, Death & In Between"

ANGELO LEADBELLY ROSSI "It Don't Always Matter How"

BLACK PUMAS "Chronicles Of a Diamond"

UNCLE LUCIUS "Like It's The Lost One Left"

THE DAMNED "Darkadelic"

BETTY LAVETTE "Lavette"

THE STRUTS "Pretty Vicious"

DOLLY PARTON "Rockstar"

ROBERT JOHN & THE WRECK "Live At The Ancienne Belgique"


venerdì 11 agosto 2023

Ricordi lontani legati a The Isley Brothers, una canzone ed una ragazzina.



Ricordo di quando, nel 1973 anno dell'uscita del disco in questione, mi presi una discreta sbandata per una ragazza.
Ricordo che la ragazzina in questione era una ragazza molto bella, mora, con la carnagione scura, un bel seno e due occhi neri che ti perforavano solo a guardarti.
Era già da un po' che le ronzavo attorno però, io che mi vantavo già da allora di non aver preso un solo "no" nella mia vita, aspettavo il momento giusto per affondare il colpo. Intanto la sera, nella mia stanza, ascoltavo l'album "3+3" degli Isley Brothers, LP soul meraviglioso e rappresntativo di un'epoca e sognavo il momento in cui l'avrei finalmente baciata.
Ricordo che un giorno la sua amica del cuore, che faceva un po' il tifo per me, poi in verità seppi che non era così, visto che in seguito scoprii che era proprio lei ad avere un debole per me, mi avvertì che la domenica successiva sarebbero andate a ballare nella nuova discoteca inaugurata da pochi mesi nella vicina Prato, "Zero6" si chiamava quel locale, locale che io conoscevo già, tanto da farmi sentire di poter giocare quasi in casa.
Fu così che, assieme a Roberto, il mio più fido amico di quel periodo, la domenica successiva ci recammo allo "Zero6".
Quando ci incontrammo lei venne subito verso di me e si mostrò felice e sorpresa dal fatto che io fossi li; io, da buon duro, feci un sorrisetto, con solo metà della bocca, non ritenevo dovermi scoprire troppo e, dopo uno sbrigativo saluto, mi finsi interessato ad una ragazza dietro di lei che conoscevo e di cui, sinceramente, non me ne fregava un bel nulla.

Dopo poco le vidi che ballavano, lei e la sua amica, in realtà arrabbiatissima con me, in pista al suono di "TSOP" dei MFSB, assieme a due fighetti che le avevano nel frattempo agganciate. Sorrisi tra me e me ed andai verso la cabina del disc-jockey, che era situata in alto di fronte alla pista, per chiedergli di mettermi "That Lady" degli Isley Brothers; il primo bacio a quella creatura stupenda sarebbe dovuto avvenire con quella canzone, senza indugi, così come l'avevo sognato mille volte nel buio della mia stanza. Il Disc-Jockey, all'epoca non c'era ancora l'odiosa abbreviazione del termine, mi disse che l'aveva in programma e che dopo un paio di brani l'avrebbe messa.
Andai al bar a prendere due dink, uno per me ed uno che avrei offerto a lei con uno sguardo alla Fred Buscaglione.
Ecco le note inconfondibili di "That Lady", la gente balla ed io cerco con lo sguardo lei, ma lei dov'è?
Mi voltai e la vidi!
Era anzi erano, perchè anche la sua amica lo era, distese su un divanetto una a capo e l'altra ai piedi, con i due fighetti distesi sopra di loro che se le stavano pomiciando come se non ci fosse stato un domani!
Restai come un idiota con i due drinks in mano ed all'arrivo di Roberto biascicai che avevo preso da bere anche per lui; lui mi ringraziò fingendo di crederci.
Era la primavera del 1973.
In seguito, un paio di anni dopo, uscii con quella ragazza e passammo alcune serate assieme ma quei baci non avevano oramai più il sapore che mi aspettavo; lei non era oramai più la "That Lady" che avevo sognato un paio di anni prima.

martedì 11 aprile 2023

MASALUCE

 Masaluce è un progetto toscano, asse Livorno-Pistoia.

Recentemente hanno presentato il loro primo album, arrivato dopo tre interessantissimi singoli.

L'album si intitola semplicemente "Masaluce", come appunto il nome della band e propone un bel rock-blues cantato interamente in italiano.

Dal vivo sono un'esperienza assolutamente da vivere. Alex Sarti il frontman, sembra uscito dal video di un concerto del 1972, ammiccante, vissuto, con movimenti da consumata rockstar, dotato però di un'incredibile e potente voce come nella miglior tradizione dei grandi vocalist rock-blues. Come immagine Alex avrebbe potuto tranquillamente essere uno degli interpreti della, oramai storica, serie "Vinyl", prodotta da Mick Jagger e Martin Scorsese, che fotografava la stagione rock americana del 1973, stagione che segnò il passaggio dal rock storico ai primi vagiti punk di New York Dolls e Stooges e purtroppo abortita dopo la prima entusiasmante stagione.

La sezione ritmica è formata da due conosciuti leoni della scena  pistoiese, vale a dire Enrico Cecconi alla batteria e Renato Marcianò al basso, mentre alle chitarre ci sono i due livornesi Denis Chimenti e Roberto Luti.

Per Roberto Luti provo personalmente una vera e propria venerazione, lo considero infatti uno dei migliori chitarristi italiani e sentirlo alla prova in un gruppo dalle connotazioni dichiaratamente rock, con profondissime radici blues, che sono il suo vero e proprio terreno abituale, è quanto di più entusiasmante ho sentito recentemente.

Dalla chitarra di Roberto esce il blues del Mississippi, le sue acque fangose, i riti voodoo, i suoni delle chitarre della Allman Brothers Band e, dal vivo, vederlo piegato in due a sparare i suoi incredibili assoli, spesso dialogando con la chitarra di Chimenti, è un'autentica goduria.

Alle spalle della band, come nella migliore tradizione southern, ci sono le due coriste, che potrebbero benissimo entrambi essere le cantanti della band, Laura Donati, moglie di Enrico Cecconi e Gaia Volpe.

Il disco si apre con la canzone che da il titolo all'album, manifesto.del loro stile, per proseguire con l'irresistibile rock'n roll di "Dama Nera". La successiva "Angelo", dedicato a quelle persone che non ci sono più ma che dall'alto ci tengono amorevolmente d'occhio, è una delle mie preferite, un bel blues, con tanto di slide magistralmente usata da Luti. La voce di Alex Sarti fa veramente fuoco e fiamme ed il brano ti entra dentro immediatamente.

Una altro brano molto bello è "Sotto Il Peso Della Luna", precedentemente uscito su singolo, con un riff di chitarra che da immediatamente l'idea di quello che andremo ad ascoltare e l'immagine che si presenta alla mente ascoltandolo è quella di un rito voodoo, con tanto di teschi, fumi, visi dipinti e pozioni magiche.

I Successivi "La Serpe e La Stella" e "Cuore di Pietra" sono altri due carichi da novanta. Per quanto mi riguarda,considero "Sotto il Peso della Luna" ed "Angelo" le gemme dell'album, quelle in cui il blues la fa da padrone.

Consiglio dunque a tutti quelli che amano il genere, l'ascolto e l'acquisto di questo disco, che personalmente ascolto ininterrottamente già da alcuni giorni.

Curiosità, il supporto scelto per l'uscita del disco non è ne il vinile, ne il cd, bensì una chiavetta usb, posta all'interno della confezione da cd.

Ho visto recentemente due volte dal vivo i Masaluce ed in tutte e due le occasioni mi hanno davvero soddisfatto; suono potente e preciso e grande presenza scenica, riempiono il palco con la loro sola fisicità, senza bisogno di alcun trucco.

Non perdeteveli se capitano dalle vostre parti.